Carini, due amici trovati morti in casa stroncati da un infarto a pochi istanti di distanza
Tragedia a Carini, dove Giuseppe Manicioto, 68 anni, e Vincenzo Lo Presti, 69, sono stati trovati senza vita nel loro appartamento di via Gargagliano. Gli accertamenti medico-legali hanno escluso cause esterne: entrambi sarebbero deceduti per un collasso cardiocircolatorio, a brevissima distanza di tempo l’uno dall’altro.
03 gennaio 2025
Quello che inizialmente era apparso come un caso dai contorni poco chiari si è rivelato una tragica fatalità. Giuseppe Manicioto, 68 anni, e Vincenzo Lo Presti, 69, i due amici trovati morti ieri pomeriggio nel loro appartamento di via Gargagliano a Carini, secondo gli inquirenti sono deceduti per cause naturali. Entrambi sarebbero stati colpiti da un infarto, a pochissima distanza di tempo l’uno dall’altro. Lo riporta la testata PartinicoLive.
A escludere qualsiasi intervento esterno e l’ipotesi di un’intossicazione da monossido di carbonio è stata l’ispezione cadaverica esterna eseguita dal medico legale incaricato dalla Procura. L’esame, condotto poche ore dopo il ritrovamento dei corpi, ha accertato che la causa della morte per entrambi è riconducibile a un collasso cardiocircolatorio. Di conseguenza, è stata scartata anche l’ipotesi iniziale di una stufa malfunzionante.
Sul posto erano intervenuti i Carabinieri, la Polizia municipale, il personale del 118 e i Vigili del fuoco, che avevano avviato gli accertamenti di rito. La ricostruzione degli inquirenti, supportata dalle evidenze mediche, delinea una sequenza di eventi rapida e drammatica.
In base alla posizione dei corpi, si ritiene che Manicioto sia stato colpito per primo dal malore fatale. L’uomo è stato trovato riverso sul letto, verosimilmente colto da un improvviso collasso mentre si trovava a riposo. Poco dopo sarebbe deceduto anche l’amico Vincenzo Lo Presti.
Secondo quanto emerso, Lo Presti avrebbe assistito all’agonia o si sarebbe trovato improvvisamente davanti al corpo senza vita dell’amico. Uno shock emotivo violento avrebbe scatenato una crisi respiratoria e cardiaca. Un elemento ritenuto significativo dagli investigatori è il ritrovamento dell’inalatore salvavita di cui Lo Presti faceva uso: l’uomo soffriva di asma e il dispositivo è stato trovato ancora stretto nella sua mano, segno di un disperato tentativo di recuperare il respiro. Il cuore, però, non avrebbe retto.
I due uomini, che avevano condiviso una lunga esperienza di emigrazione negli Stati Uniti prima di rientrare a Carini, sono così morti a distanza di pochi istanti l’uno dall’altro. Le salme sono state restituite alle famiglie per la celebrazione dei funerali.

