Cinisi, conflitto istituzionale e dimissioni: intervista al Comandante Lipari
Testo e foto di Vanessa Leone
Sabato 12 settembre 2026
Giuseppe Lipari, 33 anni, trapanese, si è dimesso da comandante della Polizia Municipale di Cinisi a meno di un anno dall'insediamento. Dietro l'addio, un procedimento disciplinare con tre capi di incolpazione e uno scontro, mai sopito, con il Segretario comunale. Nell'intervista Lipari ricostruisce la sua versione dei fatti: gli orari di lavoro ben oltre il contratto, le ferie negate e poi concesse, il convegno nazionale delle polizie locali a cui non ha potuto partecipare, la gestione della gara per le strisce blu. E soprattutto racconta perché, ancora oggi, crede in un'idea di sicurezza fatta di prossimità e piccoli gesti quotidiani — nata, dice, dietro un banco di scuola media, davanti alle storie di Falcone e Borsellino.
Com’è arrivato a Cinisi?
“Sono stato selezionato in seguito a una procedura per titoli e colloquio indetta dal comune nell’ottobre del 2025. Gergalmente viene definito incarico fiduciario, ma nei miei confronti non era questione di fiducia perché io a Cinisi non conoscevo nessuno”
Evidentemente il suo curriculum ha parlato per lei…
“In realtà la prima scelta era stata un funzionario del comune di Sciacca che era già stato comandante, il quale ha protocollato presto la rinuncia all’incarico. Quindi rivalutando i curricula hanno scelto me”
Conosceva già Cinisi?
“La conoscevo innanzitutto per la figura di Peppino Impastato e per la cultura antimafia che rappresenta questa località: spesso in certi posti, noti purtroppo per episodi di mafia, si sviluppa una forte cultura antimafia che altrimenti potrebbe essere molto più attenuata. E poi conoscevo Cinisi per la squadra di calcio, avendo arbitrato diverse volte, tra cui nel 2025 la finale playoff di prima categoria con il Camporeale. Questo ha rappresentato per me un tassello d’interesse fondamentale: un conto è andare a fare il comandante in un qualsiasi paese di 10 mila abitanti, un conto è farlo in un comune che gestisce la viabilità nello scalo aeroportuale più importante della regione”.
Qual è, a parer suo, il punto di forza di Cinisi. E il punto debole?
“Come in tutti i piccoli centri, il fatto di conoscersi tutti è il punto di forza e, al tempo stesso, il punto debole: perché da un lato spesso certe dinamiche si risolvono col buon senso visto che si sa con chi si ha a che fare, ma dall’altro questo stesso meccanismo espone inevitabilmente a rischi di aiuti, favoritismi che non necessariamente rientrano nell’illegalità ma a volte possono sviluppare forme di clientelismo. La mia presenza qua ha attenuato molto questo secondo aspetto e devo ammettere che non abbiamo riscontrato criticità in tal senso”
Le sue dimissioni arrivano successivamente ai provvedimenti disciplinari sulla sua persona. Le due cose sono strettamente collegate?
«Sì, le due cose sono certamente collegate, anche se il procedimento disciplinare (che ha 3 capi di incolpazione) è stato soltanto l’ultimo episodio di una situazione di tensione che si protraeva già da diverso tempo nei rapporti con il Segretario comunale, dott. Ricupati. Credo sia importante ricordare il contesto nel quale ho lavorato in questi mesi: a fronte di un orario contrattuale di 36 ore settimanali, ho sistematicamente garantito una presenza ben superiore, spesso oltre le 50 ore, e fino a metà di luglio avevo fruito di appena un giorno di ferie. Quando ho avuto necessità di assentarmi per un solo giorno, ho richiesto un permesso per motivi personali previsto dal contratto, che non richiede né una particolare motivazione né una valutazione discrezionale delle ragioni poste alla base della richiesta. Nonostante ciò, fino al giorno stesso non avevo ricevuto una risposta definitiva. Quell’assenza è poi diventata uno degli addebiti del procedimento disciplinare, sul presupposto che, facendo parte del Centro Operativo Comunale di Protezione Civile, non avrei potuto assentarmi durante il periodo dell’emergenza incendi. Ma parliamo di un organo che, per sua natura, rimane attivo per diversi mesi, sostanzialmente da giugno a ottobre. Portando questo principio alle sue conseguenze, nessuno dei componenti del C.O.C. potrebbe usufruire in quel periodo di ferie, permessi o altre legittime forme di assenza, nemmeno una visita medica specialistica. È anche per episodi come questo che ho maturato la convinzione che non vi fossero più le condizioni per continuare a svolgere serenamente e con la necessaria autonomia il mio incarico.»
Quindi niente ferie da giugno a ottobre?
“E qui sta il bello! Dopo pochi giorni ho chiesto le ferie e paradossalmente mi sono state autorizzate, nonostante io facessi parte di quel centro per l’emergenza incendi!”
Si è chiesto il perché di queste scelte?
“Io so che fino a giugno il segretario Ricupati aveva grande stima di me, ma a un certo punto ha cambiato atteggiamento, contestando diversi miei atti da caposettore, alzando i toni e usando parole non consone a un ambiente lavorativo, in presenza del sindaco e di altri esponenti”
Il sindaco che posizione ha assunto di fronte a questa dinamica tra di voi?
“Che io sappia nessuna. Di fatto abbiamo un ufficio disciplinare monocratico il cui giudicante nel mio caso coincide con l’accusa!”
Altra contestazione?
“Omessa trasmissione (a lui) di report sull’andamento di alcuni verbali che sono stati notificati tardivamente. In pratica lui mi chiedeva se questi verbali fossero stati impugnati e se quindi vi fossero contenziosi pendenti, e a quanto corrispondeva un eventuale danno erariale cagionato dai miei responsabili. Dopo quell’alterco avuto in comune mi invia una mail dopo l’altra per sollecitare su questi report.
Aveva delle ragioni per sollecitare? C’erano scadenze?
“No, o a giugno o a settembre non sarebbe cambiato niente, perché fino a quando l’anno contabile è in corso, non ha senso rilevare contestazioni parziali. Si attende semmai la fase di rendiconto per notiziare, laddove necessario, anche la procura della corte dei conti. Non c’era urgenza! Le urgenze, per il mio ufficio, erano altre: garantire i servizi ai cittadini e gestire la mole di atti da realizzare in vista dell’estate, e altre scadenze più impellenti”
C’è una terza contestazione che le viene mossa…
“Dopo aver chiesto 15 giorni continuativi di ferie, faccio una nota di rinuncia ai primi due giorni per evitare che, al rientro, dovessi sobbarcarmi di lavoro arretrato e per non creare vuoti lavorativi tra il personale durante la mia assenza. Non ricevo alcuna risposta e mi presento al lavoro, e anziché essere premiato per aver preferito lavorare piuttosto che godermi le ferie, vengo punito. Quale azienda punisce il lavoratore perché anziché andare al mare, sta sul posto di lavoro a portare avanti un comando?! Non solo punito, ma anche umiliato: nella stessa nota mi inibisce di presentarmi l’indomani sul posto di lavoro e delegittima le determine e le disposizioni emesse da me quel giorno portando, con tale ingerenza, confusione all’interno del comando”.
C’è dell’altro?
“Il 13 luglio ho chiesto l’autorizzazione a partecipare al convegno nazionale delle polizie locali che si svolge a Riccione a settembre. Si tratta di un convegno prestigioso dove si affrontano tante tematiche e che avrebbe significato per il comune di Cinisi un confronto con tutti i comuni d’Italia. Ebbene non vengo autorizzato. Non mi viene neanche fatta una nota esplicita di diniego con motivazione, bensì un mero NON AUTORIZZA apposto sul gestionale”
Strisce blu: quante energie sono state investite in questa azione amministrativa?
“Sono personalmente favorevole alle strisce blu, perché consentono al comando di polizia municipale, in carenza di organico, di garantire ricambio di sosta, sicurezza stradale e tanto altro di positivo. Per le strisce blu io mi sono trovato in una situazione molto peculiare (ereditata) di un affidamento diretto fatto a una società cooperativa sotto forma di appalto scaduto il 31/12/2025.
Non avendo rinnovato il servizio scaduto il 31 dicembre, il comune trovandosi a gestire direttamente il servizio aveva preso in affitto dei parcometri dalla stessa cooperativa per garantire il servizio ai cittadini nelle more di un nuovo affidamento. Il controllo adesso spettava ai vigili che, essendo sotto organico, non riuscivano a coprire il servizio, quindi subito dopo carnevale metto mani al dossier delle strisce blu e, non potendo fare un altro affidamento diretto alla ditta uscente, che sarebbe stata la soluzione più semplice ed immediata per ripristinare il servizio, in ossequio al principio di rotazione, propongo la soluzione della Concessione. Allora, poiché generalmente non sono a favore della gestione delle strisce blu sotto forma di appalto, ma sono un fan del meccanismo della concessione, procedo con questa seconda strada: in questo modo non sarebbe stato più il comune a pagare l’appaltatore a prescindere dalla funzionalità del servizio, ma sarebbe stato il concessionario a riconoscere un canone al comune! Abbiamo pertanto provveduto a preparare tutti gli atti propedeutici alla concessione, compresa, in fase di gara, la nomina di una commissione valutatrice il cui presidente era peraltro proprio il segretario comunale. Il consiglio comunale ha approvato la procedura e su 11 operatori economici invitati, in seguito ad indagine di mercato, presentano offerta solo due operatori economici, di cui uno è l’operatore “uscente” (che uscente non è, provenendo da una appalto e non da un’altra concessione) e l’altro, la ditta poi risultata aggiudicataria, la EcoParking”.
Quale tra queste vicende l’ha maggiormente spinto a dare le dimissioni?
“La fiducia che il Sindaco ha avuto in me è sempre stata ricambiata e ho fatto tutto il possibile per conciliare l’attività amministrativa con gli indirizzi politici dell’Amministrazione. Tuttavia il fatto che il sindaco sapesse tutto ciò, non riuscendo a placare questa escalation, è il motivo per cui me ne vado. Non ha saputo gestire un conflitto istituzionale, e il mio incarico fiduciario, perde di significato se un’altra persona “di sua fiducia” rende difficile il mio lavoro. Non posso lavorare per un’amministrazione se sono impegnato a difendermi disciplinarmente dal segretario: negli ultimi giorni non ho potuto lavorare serenamente. Ero avvolto, per davvero, dall’ansia di subire nuove circolari delegittimanti e contestazioni disciplinare pretestuose! Il sindaco è sempre stata molto attenta alle segnalazioni dei cittadini, e noi del Comando l’abbiamo sempre sostenuta nonostante la carenza di personale e di mezzi”
Di cosa è orgoglioso del suo lavoro svolto qui?
“Tra le diverse cose, sono felice di avere svecchiato il sistema delle notifiche dei verbali. Niente più solo raccomandate per posta ma con SEND abbiamo attivato un semplice meccanismo di trasmissione telematica, su APP IO o via PEC, con un risparmio importante per il comune. E mi ha fatto piacere trovare un comando di persone volenterose e alcune anche sottoimpiegate: c’erano delle professionalità da valorizzare, pertanto ho suddiviso i compiti e le responsabilità, valorizzando tutti. Del resto, la responsabilità migliora la performance, infatti i risultati ci sono stati”
La scelta delle dimissioni come si lega alla sua scelta professionale? Perché ha intrapreso questa carriera?
“Alle scuole medie ho maturato un forte senso di legalità dopo aver partecipato a un progetto sulle figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e mi sono innamorato del senso di giustizia che ha mosso questi due uomini. E mi sono detto che in fondo, su scala diversa, loro hanno fatto quello che facevo io quando mi mettevo in mezzo tra un bullo e un bullizzato: difendere i più deboli. E ho maturato l’idea di voler stare dalla parte dei più deboli, aiutarli e garantire loro giustizia. Così ho deciso di studiare legge, non per fare il magistrato, o per indossare la divisa della polizia municipale, che poi è quella più bella perché più vicina alla gente. Ma proprio per difendere i più deboli, ogni giorno nella propria comunità attraverso piccoli gesti che garantiscono la convivenza civile. Questa è la chiave di lettura che attribuisco al concetto di polizia di prossimità: difendere i più deboli ogni giorno, nella propria comunità, anche attraverso piccoli gesti che garantiscono la convivenza civile.
Quanto riportato nell’intervista è la versione dei fatti fornita dal comandante Lipari. La redazione, considerata la lunghezza dell’intervista, non ha potuto inserire nello stesso articolo le eventuali repliche del segretario comunale e della sindaca, direttamente interessati dalle dichiarazioni. Compaesano è disponibile a pubblicare le loro repliche, nelle forme di un comunicato o di una successiva intervista, dando loro analogo spazio per esporre la propria posizione.

