Cinisi, l’opposizione presenta un’interrogazione sul rimborso alla Candido Arredamenti Srl


I consiglieri chiedono chiarimenti sul rapporto di lavoro della presidente del Consiglio comunale, sulle verifiche effettuate dal Comune e sulle sedute convocate in orario antimeridiano. Chiesta anche la trasmissione degli atti alla Corte dei conti.


Scritto da Francesco Cipriano

Lunedì 10 agosto 2026


I consiglieri comunali di opposizione di Cinisi hanno presentato un'interrogazione urgente su una liquidazione di 1.030,22 euro disposta dal Comune a favore della Candido Arredamenti S.r.l., società presso cui risulta dipendente Antonina Candido, presidente del Consiglio comunale.

Il rimborso, autorizzato con determinazione n. 636 del 28 luglio 2026, copre gli oneri sostenuti dall'azienda per le assenze dal lavoro della presidente nel mese di giugno, dovute allo svolgimento del suo mandato istituzionale.

Di cosa si tratta

La normativa consente al datore di lavoro di un dipendente che ricopre una carica pubblica di ottenere dall'ente il rimborso dei costi legati alle sue assenze per motivi istituzionali. È un meccanismo distinto dall'indennità di carica, che retribuisce direttamente l'amministratore per l'incarico svolto.

Fino a maggio 2026 Candido avrebbe percepito un'indennità intera di 1.863 euro lordi mensili. Da giugno, con il passaggio alla qualifica di dipendente, l'indennità si è dimezzata, ma è scattata la possibilità per il datore di lavoro di chiedere il rimborso al Comune.

La Candido Arredamenti Srl

La vicenda solleva gli interrogativi della minoranza per la posizione che Candido occupa nella società. Dalla visura camerale risulta che Antonina Candido detiene il 50% delle quote della Candido Arredamenti S.r.l. e che ne è stata amministratrice unica dal 2011 fino a un periodo prossimo all'avvio del rapporto di lavoro subordinato. Da giugno 2026 risulterebbe assunta come dipendente proprio nell'azienda di famiglia di cui è socia e che per quindici anni ha amministrato in prima persona.

Le domande dell'interrogazione

I firmatari dell’interrogazione chiedono di chiarire: quando sia iniziato il rapporto di lavoro, quale sia l'inquadramento di Candido, le mansioni svolte, il tipo di contratto e l'orario previsto; se al momento dell'assunzione fosse ancora amministratrice unica; se la sindaca fosse già a conoscenza del rapporto di lavoro; quali controlli abbiano effettuato gli uffici comunali prima di liquidare il rimborso; e per quali ragioni le sedute del Consiglio comunale siano state convocate in orario antimeridiano nel mese di giugno, una scelta che si discosta dalla prassi consueta delle sedute serali. Il dettaglio non è secondario, perché un orario mattutino coincide con il consueto orario di lavoro presso l'azienda di famiglia, aspetto su cui l'opposizione chiede chiarimenti.

Sul piano procedurale, i consiglieri chiedono che la documentazione relativa al rimborso sia messa a disposizione del Consiglio e che la discussione dell'interrogazione venga affidata al vicepresidente, in questo caso Giuseppe Manzella — attualmente in rotta di collisione con la maggioranza — vista l'incompatibilità della Candido a presiedere un dibattito che la riguarda direttamente.

I firmatari chiedono inoltre alla presidente di valutare le proprie dimissioni e che l'intera documentazione — interrogazione, verbale di seduta e atti acquisiti — venga trasmessa alla Procura regionale della Corte dei conti per la Sicilia.

La Presidente Candido non commenta

Contattata da Compaesano, Antonina Candido ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Ha fatto sapere di aver già conferito mandato a un legale per tutelare la propria reputazione nelle sedi competenti, in relazione al post della consigliera Di Maggio ritenuto diffamatorio e a eventuali commenti giudicati lesivi.

Va precisato che il meccanismo del rimborso è previsto in via generale dalla normativa sugli enti locali per chiunque ricopra una carica pubblica e sia anche lavoratore dipendente: non si tratta dunque di una misura eccezionale, ma di uno strumento ordinario disciplinato dalla legge.

Le domande sollevate dall'opposizione riguardano piuttosto le circostanze specifiche del caso, a partire dai tempi e dalle modalità dell'assunzione di Candido nell'azienda di famiglia, fino ai controlli effettuati dagli uffici comunali prima della liquidazione.


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