Il Maxiprocesso 40 anni dopo, tra memoria e realtà virtuale


Quarant’anni fa iniziava a Palermo il Maxiprocesso contro Cosa Nostra, una svolta storica nella lotta alla mafia e nella giustizia italiana. Oggi, a Capaci, quella memoria prende una nuova forma grazie a un progetto che unisce realtà virtuale, digitalizzazione degli atti e intelligenza artificiale, trasformando la storia in un’esperienza immersiva e accessibile.

Compaesano ha provato in anteprima il nuovo percorso del MuST23, tra ricostruzioni virtuali dell’Aula Bunker e documenti processuali resi consultabili online.


Testo e foto di Francesco Cipriano

11 febbraio 2026


Il 10 febbraio ricorreva il quarantesimo anniversario della prima udienza del Maxiprocesso contro Cosa Nostra, il procedimento giudiziario avviato nel 1986 nell’Aula Bunker del carcere dell’Ucciardone di Palermo e considerato il più grande processo alla mafia mai celebrato. Istruito dal pool antimafia guidato da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il Maxiprocesso segnò una svolta storica nella lotta alla criminalità organizzata, portando a centinaia di condanne e contribuendo a consolidare l’impianto accusatorio basato sull’esistenza di una struttura unitaria di Cosa Nostra.

In occasione dell’anniversario, il MuST23 – Museo Stazione 23 Maggio di Capaci ha presentato un nuovo progetto culturale dedicato alla memoria civile e alla divulgazione storica attraverso strumenti digitali. Nato all’interno dell’ex stazione ferroviaria di Capaci, il museo si propone come spazio immersivo e didattico che utilizza linguaggi multimediali per raccontare la storia della lotta alla mafia e trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria collettiva.

Dopo aver ricreato in realtà virtuale il cratere dell’autostrada A29 in cui avvenne la strage di Capaci, il nuovo progetto ricostruisce fedelmente l’Aula Bunker di Palermo, consentendo ai visitatori di esplorare uno spazio normalmente non accessibile e di rivivere i momenti chiave del Maxiprocesso attraverso un’esperienza immersiva.

"Vogliamo che i giovani non solo leggano del Maxiprocesso, ma che sentano il peso di quelle mura e il coraggio che ha abitato quegli spazi" dichiara Francesca Vannini, Presidente di Addiopizzo Travel. "Entrare virtualmente nell'Aula Bunker significa guardare la storia negli occhi, trasformando la testimonianza in un'emozione profonda che scuote le coscienze. Non è solo tecnologia, è un ponte teso verso chi non c'era, affinché la memoria di quella lotta diventi un battito condiviso nel cuore di ogni visitatore."

Questa mattina l’ex presidente del Senato Pietro Grasso, che partecipò al Maxiprocesso come giudice a latere, ha provato per la prima volta il percorso in realtà virtuale, tornando simbolicamente all’interno dell’aula che ospitò le storiche udienze.

Il progetto comprende anche la digitalizzazione di una selezione di documenti processuali realizzata dalla Cooperativa Digitale Mediterranei: grazie all’integrazione dell’intelligenza artificiale, i documenti sono ora consultabili online tramite un sistema di ricerca avanzata che permette di navigare tra migliaia di pagine, rendendo accessibile a studiosi e cittadini un patrimonio documentale finora disponibile solo negli archivi. Collegandosi al sito maxiprocessoai.must23.it sarà possibile consultare gratuitamente 84 documenti, pari ad oltre 16.000 pagine.

"Abbiamo liberato la memoria dalla polvere degli archivi per restituirla alla collettività. Grazie all'intelligenza artificiale, le migliaia di pagine del Maxiprocesso smettono di essere carta immobile e diventano un dialogo aperto con il presente” commenta Dario Riccobono, Direttore di MuST23. Vogliamo che ogni cittadino possa interrogare la storia, cercare la verità tra le righe e sentire che questo immenso patrimonio di giustizia non è un capitolo chiuso, ma una bussola che ancora oggi orienta il nostro cammino civile".

Compaesano ha testato in anteprima il nuovo progetto di MuST23: dopo aver indossato il visore e impugnato i controller, l’utente si ritrova immerso nella ricostruzione virtuale dell’Aula Bunker del carcere Ucciardone di Palermo. Una voce narrante accompagna l’esperienza, combinando elementi interattivi e contenuti didattici e permettendo di comprendere, ad esempio, la disposizione nell’aula delle diverse figure coinvolte — la corte, gli avvocati difensori, le forze dell’ordine, gli imputati e i giornalisti. Durante il percorso vengono inoltre proiettati filmati d’epoca del Maxiprocesso, con la possibilità di consultare faldoni virtuali e sfogliare fotografie e documenti.

Un approccio innovativo alla fruizione museale e alla condivisione della memoria.


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