Cinisi, esposto in Prefettura della consigliera Di Maggio: “Clima di intimidazione”
Scritto da Francesco Cipriano
23 aprile 2026
A Cinisi si riaccende lo scontro politico-istituzionale dopo l’ultima seduta del Consiglio comunale. La consigliera di minoranza Salvina Di Maggio denuncia un “clima di violenza verbale e denigratorio” all’interno e all’esterno dell’aula, segnalando presunti episodi di intimidazione e chiedendo formalmente la presenza dei Carabinieri durante le prossime sedute. Presentato anche un esposto in Prefettura e all’Assessorato agli Enti Locali della Regione Sicilia. “Dichiarazioni infondate” replica la Sindaca Vera Abbate.
Il comunicato stampa
Con un comunicato stampa pubblicato su Facebook la consigliera Di Maggio lancia accuse pesanti all’amministrazione Abbate:
“ll Consiglio Comunale di ieri sera è stato il palcoscenico di un fallimento democratico e politico senza precedenti. Una seduta convocata d’urgenza non per reali necessità del paese, ma per assecondare gli impegni personali di chi coordina i lavori dell'aula, confermando una gestione della cosa pubblica ad uso e consumo dei singoli, della quale è doveroso segnalare pubblicamente la condotta.
La consigliera Di Maggio critica la condotta della Presidente Candido: “Il suo ruolo di arbitro super partes è rimasto scritto sui regolamenti ma mai eseguito: agisce come braccio destro del Sindaco. Il suo operato è sistematicamente volto a ostacolare l'opposizione: sospensioni arbitrarie e interruzioni continue mentre parliamo, con l’unico obiettivo di confonderci e farci perdere il filo. Un atteggiamento sottomesso al "diktat" del Sindaco che, con arroganza, arriva a ordinare in aula di "zittire" chi dissente, calpestando il diritto di critica democratica”.
“Il dato politico più inquietante emerge dall'interno della stessa maggioranza” continua la Di Maggio. “Un consigliere determinante per la vittoria elettorale ha denunciato un clima di isolamento e, testualmente, "atteggiamenti pseudo-mafiosi" da parte del Sindaco. È la conferma che con questa amministrazione la politica ha cessato di esistere, sostituita da una gestione padronale del potere e da intimidazioni”.
La consigliera critica “l’ipocrisia del Sindaco, che si divide tra proclami pubblici e ritorsioni private”, citando dipendenti “ringraziati pubblicamente, ma colpiti privatamente da provvedimenti disciplinari” e l’ex vicesindaco “lodato, ma ‘sfrattato’ senza preavviso”.
Nel complesso, parla di “un’amministrazione nel caos, impegnata a regolare conti interni invece di risolvere le criticità del territorio”.
In conclusione la consigliera Di Maggio denuncia un “clima di violenza verbale e denigratorio” tale da spingerla a chiedere al presenza delle forze dell’ordine durante le sedute del consiglio.
Segnalazione ai Carabinieri
La consigliera Di Maggio ha presentato una segnalazione alla stazione dei Carabinieri di Cinisi e al Comando di Carini per segnalare quanto segue:
“Durante la chiusura della sessione del Consiglio Comunale convocato in data 20/04/2026, alcuni soggetti presenti tra il pubblico, riconducibili alla cerchia familiare del Sindaco, hanno assunto atteggiamenti marcatamente aggressivi e intimidatori. Tali condotte si sono manifestate attraverso minacce verbali dirette al Consigliere Manzella e palesi atti di intimidazione rivolti velatamente a me, all’esterno dell’aula in occasione della chiusura dei lavori”.
“Il clima di tensione e la natura delle provocazioni (caratterizzate da modalità pseudo-mafiose e prevaricatrici) hanno creato un ambiente ostile, volto a condizionare il mio sereno ritorno a casa e quello dei cittadini presenti, non ritengo di essere serena nello svolgere il mio mandato elettorale e del diritto di critica politica, considero compito prioritario delle istituzioni garantire l'incolumità dei rappresentanti dei cittadini e il libero dibattito democratico all'interno e all’esterno dell'aula consiliare”.
La consigliera chiede dunque la presenza dei Carabinieri alle prossime sedute del Consiglio comunale di Cinisi al fine di “garantire l'ordine pubblico, prevenire il ripetersi di episodi di intimidazione e assicurare che l'attività dell'assise cittadina possa svolgersi nel pieno rispetto della legge e della sicurezza dei consiglieri”.
Esposto in Prefettura
Sempre la consigliera Di Maggio ha presentato un esposto alla Prefettura di Palermo e all’ Assessorato Enti Locali della Regione Sicilia per denunciare “un clima di sistematica ostruzione, intimidazione e violazione dei diritti democratici in cui si svolgono i lavori dell'aula consiliare”, segnalando nello specifico:
“Abuso di potere del Presidente del Consiglio: Il Presidente interrompe i miei interventi senza alcuna motivazione regolamentare, impedendomi di esporre concetti politici e tecnici. Utilizza lo strumento della "sospensione della seduta" in modo arbitrario, non per garantire l'ordine, ma per silenziare il dibattito nel momento esatto in cui prendo la parola”.
“Condotte intimidatorie del Sindaco: Durante i miei interventi, il Sindaco pone in essere atteggiamenti volti alla derisione e alla pressione psicologica (sorrisi provocatori, messaggi labiali, offese verbali dirette), con l'evidente fine di sminuire la mia dignità personale e istituzionale”.
“Aggressioni in aula: Parte dei consiglieri di maggioranza attua sistematiche aggressioni verbali, sovrapponendosi alla mia voce senza che il Presidente eserciti il dovuto potere di richiamo e polizia dell'aula”.
“Considerata la gravità dei fatti e il rischio di un esautoramento delle minoranze”, la consigliera chiede alla Prefettura di acquisire verbali e registrazioni delle sedute per verifiche, di intervenire con un richiamo formale agli organi comunali e di valutare eventuali provvedimenti, incluso l’invio di un commissario ad acta o sanzioni previste dalla legge.
La replica della Sindaca
Compaesano ha chiesto alla prima cittadina Vera Abbate una replica che pubblichiamo integralmente:
“Non conosco il contenuto dell’esposto se non per quanto pubblicato dalla stessa consigliera sui social, dove parla di “clima di violenza verbale e denigratorio” e di presunti atteggiamenti intimidatori tali da richiedere la presenza fissa dei Carabinieri in aula.
Per ciò che è dato sapere, si tratta di dichiarazioni infondate che restituiscono un’immagine distorta della realtà. La presenza delle forze dell’ordine rappresenta per noi una garanzia di legalità e serenità, non certo la conferma di situazioni che non esistono.
Le sedute consiliari sono pubbliche e trasmesse in streaming: da lì è evidente come il confronto si svolga.
A Cinisi, purtroppo, c’è sempre stato chi ha provato ad avvelenare il clima politico distorcendo i fatti e infangando. Dispiace che la consigliera, pur essendo giovane, scelga metodi vecchi, legati a una stagione politica che nella storia ha fatto male alla nostra comunità.
Da 22 mesi, invece, lavoriamo con serietà e continuità, affrontando problemi concreti e impegnandoci ogni giorno per ricucire un tessuto sociale troppo a lungo segnato da divisioni e per rafforzare il senso di comunità.
Noi andiamo avanti con responsabilità e determinazione: il nostro obiettivo è lavorare per il nostro paese e ricucire una comunità da troppo tempo divisa. Facciamo comunità, ogni giorno”.

