Cinisi, inaugurata la nuova strada intitolata a Felicia Bartolotta Impastato
Scritto da Vanessa Leone
Sabato 03 ottobre 2026
Inaugurata oggi, 3 ottobre, l'arteria che collega il centro abitato alla zona del campo sportivo e intitolata a Felicia Bartolotta Impastato. Ad aprire la cerimonia la prima cittadina Vera Abbate alla presenza della famiglia Impastato, di esponenti politici locali e dei paesi limitrofi, forze dell'ordine e associazioni del territorio.
"Sento particolarmente il valore della sua testimonianza di donna vissuta in tempi in cui era più difficile di oggi far sentire la propria voce. Intitolarle una strada era un atto dovuto: il suo nome è stato dato a tanti luoghi pubblici d'Italia, ed era giusto che anche Cinisi lo facesse ufficialmente. E abbiamo scelto una strada importante per dimensioni e funzione. Si tratta di uno snodo significativo: una strada importante per una donna importante" dice la sindaca di Cinisi Vera Abbate con tanta emozione.
L'inaugurazione si è svolta anche alla presenza dell'architetto del Comune Giovanni Cavataio, che ha seguito l'iter lungo e articolato dell'opera, dei parroci don Antonio Ortoleva e don Antonio Chimenti e di Luisa Impastato, nipote di Felicia e presidente di Casa Memoria.
"Per noi è un riconoscimento importante: se oggi Cinisi è riconosciuto come il paese di Peppino Impastato, si deve soprattutto a mia nonna. Mi emoziona pensare che ieri era la festa dei nonni e oggi viene intitolata una strada a mia nonna. Cinisi non ha veramente ricambiato l'amore che mia nonna ha mostrato per questo paese, vedi la scarsa presenza di compaesani ai suoi funerali. Ma oggi Felicia ha vinto, e di questo non posso che andarne fiera" dichiara Luisa Impastato a Compaesano.
Ampio spazio, durante la cerimonia, è stato dato al merito della passata amministrazione guidata da Giangiacomo Palazzolo. La prima cittadina Abbate infatti ha voluto ringraziare pubblicamente chi ha progettato l'opera e reperito i finanziamenti per completarla. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Siciliana con 2,041 milioni di euro, mentre il contratto per i lavori ammonta a circa 969 mila euro.
Sul palchetto allestito per l'occasione, in rappresentanza della vecchia amministrazione, sono intervenuti Michele Giaimo e Francesca La Fata. La sindaca ha voluto sottolineare come "la politica dà gli indirizzi, ma poi sono gli uffici che realizzano quegli indirizzi", rivolgendo un plauso e un ringraziamento particolare agli uffici comunali, ma anche alla ditta esecutrice e agli operai che hanno materialmente realizzato l'opera.
A margine della cerimonia, lontano dalla strada ma evidenti sulle pagine social, non sono mancate le note critiche che accompagnano da tempo l'infrastruttura. La strada, fin dalla fase di costruzione e anche da quando è diventata fruibile, è stata al centro di discussioni.
Da un lato, i residenti della zona lamentano episodi di bivacco e di schiamazzo notturno provocato da gruppi di ragazzini. Dall'altro, resta al centro del dibattito un tratto particolarmente tortuoso: una doppia curva che rende il percorso poco scorrevole e, per molti automobilisti, insidioso da affrontare.
Felicia Bartolotta Impastato
Felicia Bartolotta Impastato è stata una figura centrale nella storia civile di Cinisi e nella costruzione della memoria di Peppino. Nata a Cinisi nel 1916, sposò Luigi Impastato, entrando in una famiglia legata agli ambienti mafiosi del paese, ma mantenne sempre una posizione di netta distanza rispetto a quel mondo. Dopo l'assassinio di Peppino, il 9 maggio 1978, Felicia scelse di rompere pubblicamente con la cultura del silenzio e dell'omertà: si costituì parte civile, sostenne le battaglie per accertare la verità sulla morte del figlio e aprì la propria casa a giornalisti, giovani, attivisti e a chiunque volesse conoscere la sua storia. Per oltre vent'anni continuò a chiedere verità e giustizia, fino alla condanna di Gaetano Badalamenti nel 2002. La sua figura è così diventata, oltre che simbolo della lotta alla mafia, quella di una donna che trasformò il dolore privato in una scelta pubblica di denuncia, memoria e impegno civile.

