Cinisi, nei capannoni si lavora ai carri di Carnevale


Mancano circa due settimane al Carnevale, la festa più sentita di Cinisi. Compaesano ha visitato i capannoni in cui i carristi lavorano giorno e notte alla costruzione dei carri allegorici.


Testo di Vanessa Leone

Foto di Francesco Cipriano

27 gennaio 2026


A Cinisi entra nel vivo la fase di costruzione dei carri allegorici che sfileranno per il Carnevale. Nei laboratori e nei capannoni i gruppi coinvolti sono al lavoro su strutture e scenografie, dando forma a progetti che intrecciano tradizione locale, satira e temi di attualità.

Anche quest’anno, i carri in costruzione raccontano attraverso simboli e immagini il volto multiforme della tradizionale festa.

Primo carro della ProLoco 2.Zero in collaborazione con il gruppo Nsoccu nasci si vattìa, dedicato al Nanno, simbolo indiscusso del Carnevale di Cinisi.

Il suo abito ricorda i decori del carretto siciliano, e in mano tiene la dentiera: autoironico e scherzoso, come il carnevale.

Gli Artisti per Caso tornano a gareggiare con un Trump in veste da sciamano, che comanda un'intera tribù senza muovere un dito.

Sotto di lui un guerriero in sella a un gallo, simbolo di impotenza di fronte al potere assoluto.

Gli Schiffarati portano madre natura nella kermesse carnascialesca: un albero della vita su una gigante tartaruga si fanno spazio tra una natura incontaminata, per sensibilizzare sul tema del rispetto del pianeta.

I Nutrichi si fanno promotori di un triplice messaggio: saggezza, determinazione e rinascita, quest'ultima rappresentata dal Dragone cinese, simbolo della Cina e il valore alla base del gruppo più giovane della storia del carnevale cinisense.

Dietro tutto questo lavoro c’è soprattutto lo spirito delle ragazze e dei ragazzi di Cinisi, che ogni anno dedicano settimane alla realizzazione dei carri. Le giornate e le serate di lavoro diventano occasioni di incontro, tra musica di sottofondo, pasti condivisi e scherzi che alleggeriscono la fatica.

Un impegno collettivo fatto di manualità, collaborazione e tempo sottratto alla quotidianità, che rappresenta uno degli aspetti più autentici e partecipati del Carnevale cinisense.


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