Blitz dei 181, si va a processo: rinviato a giudizio anche il sindaco di Terrasini
27 gennaio 2026
Si è svolta ieri l’udienza preliminare davanti al Gup per i presunti esponenti mafiosi delle famiglie di Carini e Terrasini, accusati di avere gestito affari legati al traffico di droga, alle estorsioni e alle scommesse clandestine, arrestati nel “Maxi blitz dei 181” dello scorso febbraio. La notizia, che circolava informalmente già da ieri, è stata pubblicata oggi dalla testata LiveSicilia. A chiedere il rinvio a giudizio sono stati i pubblici ministeri Giovanni Antoci e Giacomo Brandini.
Tra i rinviati a giudizio figura anche il sindaco di Terrasini, Giosuè Maniaci, accusato di presunte irregolarità nella gestione di un subappalto nell’ambito dei lavori di riqualificazione del lungomare Peppino Impastato. Sono stati rinviati a giudizio anche l’imprenditore di Terrasini Salvatore Trentacoste, 52 anni, e Antonino Zitelli, 65 anni. Secondo l’accusa, il primo cittadino avrebbe favorito la concessione di un subappalto da 149 mila euro, mettendo in contatto i due imprenditori senza la necessaria autorizzazione dell’autorità competente.
I legali del sindaco, gli avvocati Giovanni e Alfonso Di Benedetto, hanno respinto le contestazioni, sostenendo che la vicenda non avrebbe alcun collegamento con l’indagine antimafia principale e dichiarando di essere pronti a fornire documentazione per smentire la contestazione.
Uno dei filoni principali dell’inchiesta riguarda il presunto controllo mafioso del settore delle scommesse. In particolare, i magistrati hanno indicato il profilo di Angelo Barone, descritto come un imprenditore capace di accompagnare Cosa Nostra dal sistema tradizionale della “riffa” agli affari più moderni e redditizi delle scommesse telematiche.
Secondo l’accusa, Barone avrebbe realizzato una rete di agenzie di scommesse direttamente controllate dalla mafia e altre strutture in cui venivano installate piattaforme di raccolta delle puntate. Socio di un sito nazionale di scommesse online, sarebbe diventato una figura centrale per il mandamento mafioso di Tommaso Natale, grazie anche ai rapporti con Nunzio Serio, indicato come capo del mandamento di San Lorenzo–Tommaso Natale, che comprende Carini e Terrasini.
Gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato
Hanno optato per il rito abbreviato:
Giuseppe Lo Duca, 52 anni (associazione mafiosa e associazione finalizzata al traffico di droga)
Salvatore Prano, 58 anni (mafia)
Mirko Lo Iacono, 28 anni (estorsione)
Giuseppe Basile, 29 anni (estorsione)
Stefano Randazzo, 26 anni (estorsione)
Andrea Giambanco, 59 anni (associazione finalizzata al traffico di droga)
Alfonso Zinna, 27 anni (associazione finalizzata al traffico di droga)
Giuseppe Cosenza, 50 anni (associazione finalizzata al traffico di droga)
Vito Cardinale, 42 anni (associazione finalizzata al traffico di droga)
Giuseppe Caruso, 49 anni (associazione finalizzata al traffico di droga)
Alessio Steri, 37 anni (associazione finalizzata al traffico di droga)
Guido Massaro, 32 anni (associazione finalizzata al traffico di droga)
Gianfilippo Libonati, 46 anni (associazione finalizzata al traffico di droga)
Vincenza Dragotto, 43 anni (associazione finalizzata al traffico di droga)
Vincenzo Guccione, 22 anni (associazione finalizzata al traffico di droga)
Mirko Bevilacqua, 24 anni (associazione finalizzata al traffico di droga)
Salvatore Cataldo, 75 anni (mafia)
Umberto Ferrigno, 68 anni (mafia)
Giuseppe Stanzione, 67 anni (mafia)
Giovanni Romano, 38 anni (mafia)
Giuseppe Pisciotta, 37 anni (mafia)
Emanuele Bommarito, 44 anni (mafia)
Davide Minore, 43 anni (mafia)
Salvatore Minore, 40 anni (mafia)
Benedetto Bacchi, 52 anni (estorsione e lesioni)
Gioacchino Riella, 53 anni (estorsione)
Rinviati a giudizio con rito ordinario
Con il rito ordinario sono stati rinviati a giudizio:
Giuseppe Passalacqua, 55 anni (associazione finalizzata al traffico di droga)
Angelo Barone, 40 anni (mafia e scommesse clandestine)
Roberto Barone, 59 anni (mafia)
Luca Lentini, 40 anni (mafia)
Alfonso D’Anna, 68 anni (mafia)
Salvatore D’Anna, 64 anni (mafia)
Giuseppe Valgellini, 46 anni (mafia)

