Cinisi, poesia e memoria alla Tonnara dell’Orsa


Scritto da Benedetto Favazza

Venerdì 07 agosto 2026


Giovedi 6 Agosto, nella suggestiva cornice della Tonnara dell’Orsa di Cinisi, si è svolta la quarta edizione del Recital di poesia dialettale siciliana, coordinato dalla professoressa Maria Antonia Manzella e dall’Assessore alla cultura Roy Cardile.

Una serata dedicata alla lingua, alla memoria e all’identità di una terra che continua a raccontarsi attraverso le sue parole, i suoi proverbi e le sue tradizioni.

«La lingua italiana parla, il dialetto suona».

Sono le parole semplici e, allo stesso tempo, straordinariamente profonde di un bambino di appena nove anni, raccolte dal professor Giovanni Ruffino, accademico ordinario dell’Accademia della Crusca.

Una frase capace di racchiudere il senso più autentico della serata: il dialetto non è soltanto un modo di comunicare, ma un suono che appartiene alla memoria, alla famiglia, ai luoghi e alle generazioni che ci hanno preceduto.

Nel corso dell’incontro, il professor Ruffino ha ribadito l’importanza di tramandare ai più giovani la bellezza e la ricchezza della lingua siciliana, anche attraverso il coinvolgimento delle scuole. Perché custodire un dialetto significa preservare una parte fondamentale della propria identità e impedire che parole, espressioni e modi di dire scompaiano insieme alla memoria di chi li ha pronunciati per una vita intera.

Incorniciata dalla rara bellezza della Tonnara dell’Orsa, la serata è diventata così un viaggio alla riscoperta delle proprie radici.

Attraverso le poesie sono riemersi termini ormai poco utilizzati, proverbi quasi dimenticati e immagini di una Sicilia antica, ma ancora profondamente presente nel nostro modo di essere, di pensare e persino di sentire.

A concludere l’evento è stata la proiezione del film L’Abbaglio, che racconta la missione di Garibaldi e dei Mille in Sicilia, intrecciando così alla poesia anche il racconto della storia dell’isola.

Poesia, cinema e memoria hanno dialogato per una sera nello stesso luogo, trasformando l’incontro in qualcosa di più di un semplice evento culturale.

È stata una finestra aperta sul passato, capace però di illuminare anche il presente e di aiutarci a comprendere meglio ciò che siamo oggi.

Perché conoscere le proprie radici non significa vivere rivolti all’indietro. Significa, al contrario, sapere da dove si viene per poter guardare con maggiore consapevolezza verso il futuro.

Una serata di poesia, cinema e storia siciliana che ci ha ricordato quanto sia importante non dimenticare la grandezza della nostra terra, la forza della sua cultura e il valore di una lingua che, ancora oggi, continua a suonare.


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