TAR Sicilia: il Comune di Carini dovrà controllare i canoni di affitto nel centro commerciale Poseidon
Venerdì 07 agosto 2026
Il TAR Sicilia ha dichiarato illegittimo il silenzio del Comune di Carini su una richiesta di controllo relativa ai canoni di locazione applicati all'interno del centro commerciale Poseidon. Con sentenza del 3 agosto 2026, la Sezione Terza ha accolto il ricorso presentato da Sa.Ma. S.r.l., società che opera nella struttura, imponendo all'amministrazione comunale di avviare l'istruttoria richiesta entro sessanta giorni, pena la nomina di un commissario ad acta.
Alla base del ricorso c'è una presunta discrepanza tra i canoni di locazione indicati nello studio d'impatto presentato in fase di autorizzazione del centro commerciale e quelli che, secondo Sa.Ma. S.r.l., sarebbero stati effettivamente applicati agli operatori economici insediati nella struttura. La società aveva chiesto al Comune di verificare questa discrepanza; non avendo ottenuto risposta, ha presentato ricorso assistita dallo studio legale Legalit, con l'intervento ad adiuvandum di Confimprese Palermo.
Secondo l'avvocato Giovanni Puntarello, che ha seguito il caso insieme ai colleghi Sabrina Causa, Luciana Maria Russo e Clara Filiberto, “questa nuova sentenza conferma che le amministrazioni non possono sottrarsi al proprio dovere di controllo. I grandi centri commerciali autorizzati sulla base di specifici studi di impatto devono rispettare gli impegni assunti in sede autorizzativa. La tutela della concorrenza, della piccola e media impresa e dell’interesse pubblico non può arrestarsi al momento del rilascio dell’autorizzazione, ma deve proseguire anche nella fase successiva, attraverso un’effettiva attività di vigilanza”.
Il TAR ha ora obbligato il Comune a verificare se i canoni applicati oggi ai negozianti del Poseidon siano coerenti con quanto dichiarato nello studio d'impatto, tenendo conto di eventuali aggiornamenti legati al tempo trascorso. Qualora emergessero scostamenti, l'amministrazione dovrà valutare l'esercizio dei poteri sanzionatori previsti dalla normativa regionale, che nei casi più gravi possono includere provvedimenti interdittivi.
Nella foto di copertina, da sinistra a destra: gli avvocati Giovanni Puntarello, Giovanni Felice e Luciana Maria Russo

