Pagelle da Oscar del Consiglio Comunale di Cinilandia


Per la rubrica satirica Compà, tornano le pagelle del consiglio comunale di Cinilandia, questa volta in versione Oscar.


Scritto da Benedetto Favazza

13 marzo 2026


C’è chi dice che la politica locale sia noiosa. Evidentemente non ha mai assistito a un consiglio comunale di Cinilandia, dove ogni seduta assomiglia sempre più a un misto tra un’arena romana, un reality show e un film cult.

Tra accuse che rimbalzano, riconciliazioni lampo e attacchi a sorpresa, anche questa seduta ha regalato momenti degni di una sceneggiatura cinematografica.

Così abbiamo deciso di raccontarla come si fa con gli Oscar awards: con le pagelle, dove ogni protagonista trova il suo voto… e il film che meglio rappresenta la sua performance in aula.

Le Pagelle

Vera Abballa — 7

Miracolo a Cinilandia. Dopo anni di richiami al “si calmi”, entra in aula in modalità monaca tibetana: tono pacato, voce nei limiti del codice civile e nervi apparentemente d’acciaio. Persino le accuse del suo ex discepolo Pastella le rimbalzano addosso come sassolini su un muro di gomma.

A fine seduta però il mistero: sotto la sua postazione vengono rinvenute 678 bustine di camomilla. Evidentemente la pace interiore aveva un fornitore ufficiale.

🎬Il Monaco

Pastella — 3

Parte all’attacco come un tribunale dell’Inquisizione: la sindaca avrebbe tradito il consiglio consegnando il progetto della variante sul depuratore consortile. Lei parla di fraintendimento nel suo excursus, ma Pastella non si fida: gli inglesismi per lui restano materia sospetta.

E così torna all’attacco… proprio contro il sindaco che aveva sostenuto in campagna elettorale. Dopo Giangiacomo e Vera, la collezione di ex alleati sacrificati cresce.

🎬 Il Traditore

Marina da Malta — 6

Per qualche minuto sembra la scena di una riconciliazione storica: complimenti alla sindaca per l’onestà intellettuale nel riconoscere la paternità di un progetto alla gloriosa amministrazione Palazzolo II.

Poi Pastella accende la miccia e Marina torna in assetto da battaglia: accuse di prepotenza, ingiurie e un deciso “Noi siamo sempre stati contrari al depuratore consortile”. Peccato che alcuni video d’archivio tornati di moda sembrino raccontare una trama leggermente diversa.

🎬Kill Bill

Gianvito “Chef” — 6

Entra nel dibattito nel finale, quando il piatto ormai è quasi servito. Si scaglia contro Pastella, reo di essere ancora una volta né carne né pesce.

Con fare da ispettore gastronomico ricorda che, per correttezza politica e culinaria, bisogna dichiarare tutto: allergeni compresi, nel pieno rispetto della Natasha Law.

Consiglio comunale o cucina stellata? A Cinilandia spesso è difficile distinguerli.

🎬 Ratatouille

Mike Giamio — 6

Si astiene sulla questione del segretario part-time condiviso con la Favarotta. Poi prova a correggere la presidente Candida con la pazienza di un nonno che ha lasciato l’azienda al nipote ma continua a controllare i conti.

Il problema è che la nipotina lo richiama all’ordine davanti a tutti. Morale della favola: i giovani devono crescere… ma a volte anche i nonni devono imparare a lasciarli fare.

🎬 Gran Torino

Un consiglio formato dialetto, appena due ore di durata. Lo spettacolo ha probabilmente pagato un po’ l’assenza del celebre duo Turco–Di Marzo, protagonisti abituali delle grandi serate consiliari.

Il pubblico però è stato comunque ripagato: al posto del classico scontro Di Marzo–Abballa, gli spettatori hanno assistito a un nuovo duello, Abballa–Pastella. Doveva essere il finale a sorpresa della serata, ma alla fine si è rivelato un finale piuttosto prevedibile.

Quando si arriva al capitolo depuratore consortile, il copione è sempre lo stesso: le colpe rimbalzano da una parte all’altra dell’aula. Tutti dichiarano di essere contrari, nessuno favorevole.

Eppure, se davvero tutti fossero sulla stessa pagina, il dibattito dovrebbe essere semplice.

Invece, puntualmente, ogni consiglio comunale si trasforma in una guerra.

Questa volta, più che uno scontro politico, è sembrata una vera guerra civile.


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