Terrasini, il Comitato per la tutela del territorio contro il progetto del forno crematorio


13 luglio 2026


Il dibattito pubblico a Terrasini si accende dopo che il Consiglio comunale ha approvato il Piano delle Alienazioni e il Piano triennale delle opere pubbliche 2026/2028, che prevede la destinazione di un'area di 310 metri quadrati all'interno del cimitero comunale per la realizzazione di un tempio crematorio. Del progetto di un impianto di cremazione si era già occupato Compaesano nel febbraio 2025.

L'infrastruttura, concepita come polo di servizio su scala provinciale e regionale, ha suscitato l'immediata reazione del Comitato per la tutela del territorio di Terrasini, il quale esprime forti riserve di natura ambientale e urbanistica. L'opera infatti è stata prevista a ridosso del centro abitato, precisamente in via Partinico, a breve distanza da civili abitazioni, complessi scolastici, attività commerciali, strutture turistico-ricettive e impianti sportivi. Il timore espresso dal Comitato è che un insediamento di tale tipologia possa alterare i tratti tipici della cittadina, storicamente vocata al turismo balneare e marittimo.

Il Comitato supporta le proprie critiche richiamando l'attenzione sull'estensione territoriale del comune e mettendola a confronto con quella dei paesi vicini. Viene evidenziato come altre amministrazioni limitrofe non abbiano previsto la realizzazione di simili impianti nei propri territori, nonostante dispongano di superfici considerevolmente maggiori. Nel dettaglio, si fa notare che il comune di Carini ha un territorio cinque volte più grande di quello di Terrasini, Partinico è sei volte più esteso, mentre Monreale ha il territorio più esteso della provincia.

Secondo il Comitato, la pianificazione di tali strutture dovrebbe seguire un coordinamento di livello sovracomunale e regionale, basato su rigorosi parametri demografici, sulla densità abitativa e sugli indici di mortalità, piuttosto che gravare su un territorio già ristretto e interessato dalle rotte di decollo e atterraggio del vicino scalo aeroportuale "Falcone-Borsellino".

La critica si allarga anche alla gestione generale del territorio. Il Comitato denuncia un ritardo di oltre due anni sulla tabella di marcia del Piano Urbanistico Generale (PUG) e punta il dito sulla mancanza di documenti fondamentali, come la relazione agricolo-forestale e il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM). Questo stallo, oltre a bloccare lo sviluppo ordinato del paese, impedirebbe di chiedere finanziamenti pubblici per riparare gli accessi al mare distrutti dall'incuria e dal maltempo.

A fronte di queste argomentazioni, l'organismo cittadino contesta la scelta dell'amministrazione Maniaci e richiede l'apertura immediata di un tavolo di confronto con la cittadinanza. Il Comitato ha annunciato di aver già formalizzato la raccolta di circa mille firme a sostegno della propria petizione per bloccare l'iter del progetto.


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