Colpita la “banda del kalashnikov”: blitz all’alba, 22 ordinanze cautelari
Blitz dei Carabinieri nella notte contro la cosiddetta "banda del kalashnikov". Su disposizione della Procura di Palermo sono state eseguite 22 ordinanze cautelari nei confronti del gruppo ritenuto dagli investigatori responsabile dell'ondata di attentati ed estorsioni che ha interessato Palermo nord e diversi comuni della provincia.
Scritto da Francesco Cipriano
13 luglio 2026
Un vasto blitz dei Carabinieri, coordinato dalla Procura della Repubblica di Palermo guidata da Maurizio de Lucia, è scattato nella notte tra lo Zen e il mandamento mafioso di San Lorenzo-Tommaso Natale. I militari hanno eseguito 22 ordinanze cautelari: 15 nei confronti di persone in stato di libertà e 7 nei confronti di soggetti già detenuti.
L'indagine riguarda, a vario titolo, i responsabili di una lunga serie di estorsioni e intimidazioni che negli ultimi mesi hanno colpito attività commerciali e imprenditoriali nelle zone di Sferracavallo, Tommaso Natale, San Lorenzo, Isola delle Femmine, Capaci e Carini.
Lo scorso 11 giugno, poche ore dopo l’incendio alla sede Sicily by Car in via San Lorenzo, la procura aveva già disposto il fermo di otto persone ritenute coinvolte nella cosidetta “banda del kalashnikov”.
Tra i principali destinatari del provvedimento figura Salvatore Verga, 35 anni, originario della Marinella e attualmente detenuto nel carcere di Trani: secondo gli investigatori sarebbe lui il mandante delle intimidazioni degli ultimi mesi. Verga avrebbe continuato a esercitare un ruolo di comando dall'interno dell'istituto penitenziario grazie a un cellulare, coordinando alcuni degli attentati attribuiti a giovani residenti allo Zen 2 e gestendo anche attività legate al traffico di droga.
Al centro dell'inchiesta vi è una sistematica attività estorsiva nei confronti di commercianti e imprenditori. Le richieste di denaro ammontavano a 5.000 euro, cifra indicata anche sui biglietti lasciati insieme a bottiglie contenenti benzina davanti agli esercizi commerciali.
La sequenza degli episodi contestati sarebbe iniziata nel novembre scorso, quando davanti a diverse attività commerciali di Sferracavallo furono trovate bottiglie contenenti carburante accompagnate da messaggi che indicavano la somma da versare. Nella stessa notte furono incendiate undici imbarcazioni custodite nel rimessaggio della Icone Marine di Isola delle Femmine.
Tra gli attentati contestati vi è anche l'assalto dello scorso 23 maggio al deposito della Sicily by Car di via San Lorenzo, quando furono esplosi circa trenta colpi di kalashnikov. L'episodio rappresentò il primo di una serie di attacchi armati che hanno caratterizzato l'escalation intimidatoria del gruppo.
Nei mesi successivi si sono susseguiti ulteriori episodi: l'incendio dell'autolavaggio all'interno della stazione di servizio Q8 di viale Lanza di Scalea, un nuovo attacco con kalashnikov contro un'autorimessa di via Sferracavallo, colpi d'arma da fuoco contro il ristorante Il Brigantino, oltre ad attentati ai danni di una macelleria e di un panificio allo Zen, di un bar e di una pizzeria nella zona di Tommaso Natale.
L'inchiesta ricostruisce anche le intimidazioni ai lidi balneari di Isola delle Femmine, l’incendio ai danni dello showroom Sicily by Car a Villagrazia di Carini e l’attentato alla stazione di servizio Eni di Capaci.
Le reazioni
“L’operazione che ha permesso oggi di smantellare la cosiddetta banda del kalashinkov, che ha portato al blitz dello Zen con 21 persone fermate è stato l’esito della sinergia tra la Procura di Palermo e la Direzione Distrettuale Antimafia. Siamo felici dell’esito di questa operazione perché è la dimostrazione di una risposta decisa dello Stato contro la criminalità organizzata. Non c’è spazio per l’impunità. Come rappresentante del territorio il mio plauso va alle Forze dell’ordine, alla Magistratura e alla Procura di Palermo per questa brillante operazione” commenta il Sindaco di Isola delle Femmine Orazio Nevoloso.
“Esprimiamo il nostro più sincero ringraziamento alla DDA e all'Arma dei Carabinieri per questa ennesima brillante operazione antimafia. Non nutrivamo alcun dubbio sulla capacità di contrasto e sulla abilità investigativa dell'Arma dei CC, spesso presa di mira o sbeffeggiata dai leoni di tastiera. L'Arma dei CC si distingue non solo per la capacità di contrasto e di repressione della criminalità organizzata e della mafia, ma anche per la straordinaria capacità investigativa dei suoi uomini, che lavorano lontano dai riflettori, ottenendo dei risultati brillanti, che rincuorano le persone per bene e infondono fiducia per il futuro. La nostra solidarietà va anche ai commercianti, agli imprenditori e alle loro famiglie che in questi mesi hanno vissuto momenti di grande angoscia, subendo intimidazioni, attentati, richieste estorsive e pesanti ripercussioni sulla propria attività lavorativa e sulla propria serenità personale. La lotta contro la mafia non si esaurisce con un blitz, il percorso è ancora lungo, ma l’operazione di oggi rappresenta un messaggio forte e inequivocabile:la società civile vigila, lo Stato non arretra e continua a difendere la libertà di chi lavora onestamente” scrive il Sindaco di Capaci Pietro Puccio.
“Il nostro più sincero applauso alla Procura della Repubblica di Palermo e a tutte le Forze dell’Ordine per la brillante operazione che ha portato all’arresto dei componenti della cosiddetta “banda dei Kalashnikov”, responsabile di gravi episodi di violenza, estorsioni e intimidazioni tra Palermo e provincia. Un risultato importante che conferma il valore del lavoro quotidiano di magistrati e investigatori nella difesa della legalità e nella lotta alla criminalità organizzata. A tutti loro va il nostro ringraziamento. La legalità si difende ogni giorno con coraggio, professionalità e presenza dello Stato” commenta il primo cittadino di Terrasini Giosuè Maniaci.
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