Banda del kalashnikov e degli incendi: otto fermi. Nella notte ennesimo rogo al deposito Sicily by Car
Scritto da Francesco Cipriano
11 giugno 2026
Otto fermi di indiziato di delitto sono stati disposti dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, ed eseguiti dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri del Comando provinciale. Il provvedimento, spiega la Procura, è stato adottato «allo scopo di contrastare, nell’immediatezza, l’escalation criminale» che da mesi interessa il territorio cittadino ricadente nel mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo.
L’operazione arriva mentre nella notte si è verificato un nuovo attentato incendiario ai danni di un deposito della società di autonoleggio Sicily by Car nel quartiere San Lorenzo. Si tratta del terzo episodio che colpisce l’imprenditore Tommaso Dragotto.
Il blitz, coordinato dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e dai sostituti Giovanni Antoci, Andrea Fusco, Felice De Benedittis e Alessandro Macaluso, ha portato al fermo di sei persone da parte della Polizia di Stato e di altre due da parte dei Carabinieri.
La Squadra Mobile di Palermo ha fermato quattro persone per tentata estorsione e tentato omicidio aggravati dal metodo mafioso. Secondo gli inquirenti, la notte tra il 29 e il 30 aprile 2026 due indagati hanno sparato con un kalashnikov contro un'abitazione in via Don Minzoni per un debito di droga; il pomeriggio successivo, i familiari della vittima hanno risposto organizzando un agguato armato in via Montalbo per uccidere uno dei presunti aggressori, supportati da due complici in scooter con il ruolo di autisti.
Altri due fermi sono stati eseguiti dagli agenti del commissariato Palermo San Lorenzo nei confronti di due giovani gravemente indiziati del furto di un’auto avvenuto il 12 marzo scorso nel parcheggio di un centro commerciale di Palermo. Il veicolo sarebbe stato successivamente utilizzato, da persone ancora in corso di identificazione, per compiere nella notte del 28 marzo un attentato incendiario contro un autolavaggio annesso a un distributore di carburanti in via Lanza di Scalea.
I Carabinieri del Comando provinciale hanno infine eseguito il fermo di altri due giovani accusati di tentata estorsione aggravata dall’utilizzo del metodo mafioso. Secondo l’accusa, il 13 maggio gli indagati avrebbero collocato davanti otto attività commerciali di Isola delle Femmine altrettante bottiglie contenenti liquido infiammabile. Su ciascuna bottiglia sarebbe stato applicato un foglio con la scritta «5000 euro».
Il gruppo di giovani fermati, originari dello Zen 2, non avrebbero precedenti per associazione mafiosa né, in diversi casi, profili criminali di particolare spessore.
Da un anno l’area compresa tra San Lorenzo, Tommaso Natale, Sferracavallo, Capaci, Isola delle Femmine e Carini è stata interessata da una lunga sequenza di attentati incendiari, danneggiamenti e intimidazioni ai danni di commercianti e imprenditori. Di fronte all'escalation di violenza, si erano mobilitati associazioni di categoria, imprenditori, istituzioni e rappresentanti della Chiesa con iniziative pubbliche a sostegno delle vittime.
Adesso è arrivata anche la prima risposta dello Stato.

