“Carini ti aspetta”: ricostruito l’attentato incendiario alla Sicily by Car
Scritto da Francesco Cipriano
15 luglio 2026
Un grave quadro indiziario delinea i contorni della violenta tentata estorsione perpetrata ai danni dell'imprenditore Tommaso Dragotto, titolare della società di autonoleggio "Sicily by Car", presso la sede di Villagrazia di Carini.
Le indagini condotte dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo e coordinate dal procuratore Maurizio de Lucia hanno permesso di far luce sulla feroce escalation criminale che per mesi ha terrorizzato diverse zone del palermitano, tra cui i quartieri Zen e San Lorenzo, oltre ai comuni di Isola delle Femmine, Capaci e Carini.
Secondo gli investigatori gli esecutori materiali sarebbero Rosario Piazza e Baldassare Rizzuto, mentre il mandante sarebbe Salvatore Verga: nonostante fosse detenuto nel carcere di Trani, avrebbe impartito ordini alla manovalanza locale tramite telefoni cellulari introdotti illegalmente in cella.
L’incendio alla Sicily by Car
La sequenza dei fatti ha inizio nella tarda serata del 26 maggio 2026. Le telecamere di videosorveglianza della Sicily by Car a Villagrazia di Carini, situata lungo la Statale 113 all'angolo con viale dei Pioppi, riprendono un uomo mentre si introduce nel parcheggio per collocare diverse bombole di gas da campeggio sui cofani di quattro vetture, cospargendole subito dopo di liquido infiammabile. L'innesco provoca un incendio che, alimentato dal gas, si propaga rapidamente danneggiando undici veicoli della flotta aziendale. Durante il successivo sopralluogo, i Carabinieri rinvengono altre sette bombole rimaste integre, avvolte in panni intrisi di liquido infiammabile, oltre ai resti di quattro bombole parzialmente esplose.
Per fuggire e far perdere le proprie tracce, gli autori utilizzano una Fiat Panda risultata rubata la sera precedente. Poco dopo la mezzanotte del 27 maggio, l'utilitaria viene ritrovata completamente carbonizzata in via Sant’Anna, sempre nel comune di Carini. Gli esecutori appiccano il fuoco al mezzo di fuga per distruggere ogni possibile traccia biologica o impronta digitale.
Localizzazione del telefonino
La svolta nelle indagini arriva l'11 giugno 2026, quando Rosario Piazza viene sottoposto a fermo per un altro episodio estorsivo. Il sequestro e la successiva analisi tecnica del suo telefono cellulare offrono agli investigatori una traccia indelebile. I dati di localizzazione GPS infatti collocano il telefono di Piazza nei pressi della "Sicily by Car" proprio nelle fasi dell'attentato, per poi tracciarne lo spostamento verso via Sant’Anna in coincidenza con l'incendio della Panda, e infine registrare il suo rientro nel quartiere Z.E.N. 2 di Palermo, dove risiede.
Le conversazioni WhatsApp
Gli inquirenti trovano ulteriori prove nelle conversazioni WhatsApp estrapolate dallo smartphone dell'indagato che documentano la pianificazione dell’intimidazione fin nei minimi dettagli. Già il 25 maggio, Salvatore Verga – detenuto e registrato in rubrica con l'emoticon di due bombe – ordina a Piazza di compiere l'attentato raccomandandosi che "bruci tutto" e autorizzandolo a reclutare un complice. Il giorno seguente, Verga sollecita la chiusura del "lavoro" e Piazza risponde palesando l'intento estorsivo con la frase "Deve uscire i soldi", accompagnata dall'emoticon delle banconote.
Per l'esecuzione materiale - secondo gli inquirenti - Piazza contatta Baldassare Rizzuto, detto "Baldo", oltre a organizzare il recupero dell'auto da utilizzare tramite un intermediario soprannominato “Occhi veloci". La stessa sera del rogo, Verga invia un ultimo messaggio d'incitamento che suona come un definitivo via libera: "Carini ti aspetta". A cose fatte, poco prima di mezzanotte, Piazza rassicura il mandante confermando che è tutto a posto e che sta rientrando allo Zen.
Quattrocento euro
La conclusione dell'accordo si perfeziona il pomeriggio del 27 maggio con il pagamento dei complici. Attraverso una serie di messaggi, Verga stabilisce un compenso di 400 euro a testa per i due esecutori materiali, inviando un intermediario per consegnare fisicamente il denaro a Piazza nei pressi di un bar.

