Torretta, intervista al Sindaco Scalici su crolli, frane e viabilità


Intervista e foto di Francesco Cipriano

30 gennaio 2026


Negli ultimi mesi Torretta si è trovata a fare i conti con una serie di criticità che hanno inciso in modo significativo sulla vita quotidiana della comunità: crolli nel centro abitato, strade provinciali in condizioni precarie o formalmente chiuse ma di fatto percorse ogni giorno, cantieri aperti e poi rallentati o sospesi, disagi alla viabilità e crescenti preoccupazioni per la sicurezza del territorio.

La recente frana di Niscemi e i danni provocati dal ciclone Harry hanno inoltre riacceso il dibattito sul rischio idrogeologico, spingendo molti cittadini a interrogarsi sullo stato di monitoraggio del territorio e sull’adeguatezza degli strumenti di prevenzione. In questo contesto, le difficoltà strutturali si intrecciano con le lungaggini burocratiche, le competenze frammentate tra enti diversi e le scelte amministrative che inevitabilmente generano polemiche.

Per fare chiarezza su quanto sta accadendo e comprendere quali siano le responsabilità, le azioni intraprese e le prospettive future, Compaesano ha intervistato il sindaco di Torretta, Damiano Scalici, ponendo una serie di domande puntuali sui principali nodi aperti: dalla SP3 bis ai crolli nel centro storico, dai cantieri comunali alla sicurezza idrogeologica del territorio. Ne è nata un’intervista serrata, nella quale il primo cittadino ha risposto punto per punto alle criticità.


Strada Provinciale 3 bis

La SP3 è la strada che dal centro abitato di Torretta conduce fino allo svincolo in montagna che conduce a Piano dell’Occhio, sempre in territorio torrettese, o a Bellolampo e quindi a Palermo. La strada è formalmente chiusa, ma nella pratica è del tutto aperta ed è percorsa ogni giorni da centinaia di auto. Quando l’autostrada A29 è bloccata, diventa un’arteria indispensabile per far defluire il traffico fino al capoluogo. Collega inoltre i residenti torrettesi di Piano dell’Occhio con i servizi del centro abitato come scuole, uffici comunali, farmacia, medici, caf, ecc…

Compaesano ha effettuato un sopralluogo lungo la strada provinciale constatando le pessime condizioni della stessa: manto stradale rovinato, massi di piccole, medie e grandi dimensioni precipitati per strada, sterpaglie e rami lungo i bordi delle careggiate, circa tre riduzioni di corsie, una parete rocciosa decisamente preoccupante. 

Compaesano: la SP3 bis versa in uno stato obiettivamente preoccupante, quali sono le azioni dell’amministrazione?

Sindaco: Con la città metropolitana abbiamo già il progetto, credo sia stato finanziato, non se appaltato: verrà fatto cadere il masso pericoloso. Il problema sono gli alberi, ci sono regole, la guardia forestale deve dare indicazioni, abbiamo individuato con l’ Ispettore Taverna gli alberi da tagliare. Bisogna distinguere tra aree del demanio e proprietà privata, quella è strada provinciale e le ordinanze deve farle il sindaco metropolitano. Ho portato all’attenzione della Città metropolitana le problematiche della SP3 bis, sono venuti i cantonieri a rimuovere gli alberi e metterli di lato. Quando aspettavamo il ciclone Harry la Città metropolitana ha chiuso quel tratto di strada, ma qualcuno è andato a riaprirlo.

Compaesano: Sì, formalmente un tratto di quella strada è chiusa al transito, ma non ci si può parare dietro ai formalismi, è noto a tutti che la SP3 viene percorsa ogni giorno. Come dovrebbero fare i residenti a Piano dell’Occhio ad accompagnare i figli a scuola in paese?

Sindaco: I bambini di Piano dell’Occhio vanno a scuola a Montelepre, su mia richiesta il sindaco di Montelepre manda lo scuolabus fino al confine. 


Crolli in via Carlo Alberto

La notte tra l’8 e il 9 dicembre una vecchia casa sita in via Giulio Cesare, nel centro del paese, è crollata senza causare danni a persone. Nei mesi precedenti nella stessa strada era crollato il muro di contenimento di un terreno. Dopo mesi le macerie di entrambi i crolli sono ancora lì, la scalinata di via Giulio Cesare è completamente ostacolata dai detriti mentre via Carlo Alberto è chiusa al transito per motivi di sicurezza, visto che una parete è ancora in piedi e rischia di crollare per strada. Via Carlo Alberto è una delle arterie per entrare ed uscire dal paese, ma non solo: è la strada tradizionalmente percorsa per i funerali, visto che ricongiunge il centro abitato con il cimitero. Da quanto abbiamo appreso, quando passa un carro funebre miracolosamente il pericolo svanisce: si aprono le transenne e il funerale prosegue sotto un muro pericolante. 

Compaesano: Perché le macerie sono ancora lì?

Sindaco: Siamo abituati a cose flash, ci sono tempi da rispettare. La responsabilità è pienamente del privato, al Comune spetta individuare tra i 40 proprietari e notificare a uno - pena la nullità dell’atto. L’ unica cosa che potevamo fare è stato chiudere la strada.

Compaesano: Dopo oltre un mese non avete ancora identificato i proprietari?

Sindaco: Non abbiamo identificato tutti i proprietari, abbiamo circa 58 nomi, stiamo andando a cercare gli eredi, se non si identificano l’atto rischia di essere nullo.

Compaesano: Mentre si aspettano le lungaggini della burocrazia sono i cittadini a subire le conseguenze sulla viabilità…

Sindaco: Se non c’è nulla da fare faremo la pubblicazione all’albo pretorio. 50 anni di incuria stanno portando a questo. Questa casa ha avuto negli anni tre ordinanze. Prenderemo un tecnico e un vigile urbano che gireranno tutto il paese per trovare criticità, ma sono cose che dovevano essere fatte 30 anni fa. 


Cantiere Via Kennedy

Da circa due mesi è stato aperto il cantiere in via Kennedy, nella piazzetta antistante il “Museo Etnografico” per un progetto di rinnovo che dovrebbe modificarne l’aspetto. Il manto è stato sradicato, finché i lavori si sono fermati. 

Compaesano: Perché i lavori si sono fermati?

Sindaco: Aspettiamo l’autorizzazione per il subappalto.

Compaesano: Non si poteva fare il subappalto prima di iniziare i lavori?

Scalici: Prima di aprire il cantiere non puoi fare il subappalto, quando fai la consegna dei lavori coincide con il concreto inizio. La ditta di Potenza che ha vinto l’appalto ha individuato per il subappalto una ditta locale, quella di Benedetto Davi.


Lavori in Chiesa Madre

La Chiesa Madre è chiusa per lavori di restauro da diversi mesi, le funzioni religiose sono state spostate nella chiesa in piazza. Compaesano ha raccolto la testimonianza di un fedele che dopo aver organizzato il matrimonio della figlia, ha dovuto cercare un’altra chiesa a poche settimane dalla cerimonia.

Compaesano: Perché iniziare i lavori in Chiesa se poi si bloccano?

Sindaco: I lavori in Chiesa non sono bloccati: il parroco non aveva svuotato la canonica, il 23 dicembre sono stato io di forza a far venire la ditta da Catania a far svuotare la canonica. Quando fermi un cantiere ci vuole più tempo ripartire, c’erano le feste di mezzo, adesso i lavori sono ripresi e continueranno: contiamo di riaprire la chiesa per Pasqua.  

Sentito da Compaesano, il parroco di Torretta Don Giuseppe Gradino smentisce categoricamente quanto affermato dal Sindaco Scalici.

Questa la sua versione:

Secondo quanto avrebbero riferito al parroco il titolare della ditta e il capo cantiere, i ritardi sarebbero imputabili all’Ufficio tecnico del Comune.


Luogo Padrone

Da diverso tempo alcuni residenti in contrada Luogo Padrone lamentano il pessimo stato del manto stradale che a loro dire non permetterebbe il passaggio di mezzi di soccorso in caso di emergenza. 

Compaesano: Alcuni residenti a Luogo Padrone lamentano il pessimo stato delle strade

Sindaco: In effetti la strada è disastrata di almeno 50 anni. Nessuno vieta ai residenti di lamentarsi, ma Damiano Scalici non può risolvere tutto in quattro anni, quando uno governa deve dare priorità. Là c’è un chilometro da fare che costa un milione di euro, fondi che il Comune non ha. Non avrebbe senso dare una sistemata provvisoria. Con tutto il rispetto dei residenti, ma è una scelta andare abitare lì, non credo che il Comune abbia autorizzato la scelta di abituare in una zona non urbanizzata. È una scelta, non puoi pretendere che il Comune spenda centinaia di migliaia di euro.


Rischio idrogeologico a Torretta?

La recente frana di Niscemi e i danni causati dal ciclone Harry hanno fatto sorgere nella comunità torrettese delle preoccupazioni circa la sicurezza del territorio. Senza sconfinare in inutili allarmismi, è importante però assicurarsi che la situazione sia monitorata dagli organi competenti. 

Compaesano: Vi è un rischio idrogeologico a Torretta? Sono state fatte delle valutazioni da parte della protezione civile?

Sindaco: Abbiamo un piano regolatore del 2008 con uno studio idrogeologico che indica un’area di frana dove nel 2010 è stato realizzato il campetto polivalente costato al Comune di Torretta un patrimonio, avremmo fatto uno stadio con quello che ci è costato. Quando hanno iniziato i lavori è franata la strada e hanno evacuato le case di via Kennedy.

Dal punto di vista idrogeologico lavoriamo dal primo giorno, ho avuto un finanziamento di 16 milioni di euro per la messa in sicurezza del torrente. Sono stato dal commissario idrogeologico, abbiamo il progetto definitivo in conferenza dei servizi ma siamo fermi per le osservazione di uno del Comune di Capaci che ha terreni che si affacciano sul torrente.

Le criticità che abbiamo nel nostro territorio le abbiamo affrontate grazie anche alla disponibilità del governo regionale. Siamo l’unico comune di queste dimensioni ad aver ottenuto complessivamente 26 milioni di euro, opere di cui si occupa il commissario per il dissesto.

Compaesano: Quindi l’ultimo studio idrogeologico è del 2008?

Sindaco: Approvato a febbraio 2008, i punti critici li conosciamo: oltre al torrente, rotolio massi sulla SP1 e masso lesionato sulla SP3bis.

Compaesano: Non sarebbe il caso di commissionare un nuovo studio per accertarsi che non ci siano stati cambiamenti in questi 18 anni?

Sindaco: Ma quali cambiamenti ci sono stati? Lo faremo più avanti, ancora non siamo pronti per il piano regolatore e faremo altro incarico per studio, ma il territorio è attenzionato dall’ Assessorato al Territorio e all’ Ambiente della Regione Sicilia, in cui c’è la carta dei rischi.

Per fortuna non abbiamo grandi problemi a parte quelli elencati: il nostro territorio è tranquillo. 


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