Torretta, nove mesi dopo il crollo di una casa le macerie sono ancora da rimuovere
Scritto da Francesco Cipriano
Lunedì 10 agosto 2026
Sono trascorsi nove mesi dal crollo della palazzina di via Giulio Cesare 5, a Torretta, ma le macerie sono ancora sul posto. L'edificio, disabitato da anni, era crollato nella notte tra l'8 e il 9 dicembre 2025, senza provocare feriti. A distanza di nove mesi, la situazione non è ancora stata risolta.
Il crollo aveva provocato la chiusura per motivi di sicurezza di un tratto di via Carlo Alberto, mentre la scalinata di via Giulio Cesare era rimasta ostruita dai detriti. Una parte della struttura era rimasta in piedi e, secondo quanto riferito all'epoca, presentava un rischio per la sicurezza della strada.
A gennaio, intervistato da Compaesano, il sindaco Damiano Scalici aveva spiegato che la responsabilità della rimozione delle macerie era dei privati proprietari dell'immobile. Il Comune, aveva riferito il sindaco, doveva individuare e notificare tutti i proprietari, spiegando che l'eventuale mancata individuazione degli aventi diritto avrebbe potuto rendere nullo l'atto. All'epoca l'amministrazione riferiva di avere individuato circa 58 nominativi e di essere impegnata nella ricerca degli eventuali eredi.
Nella stessa intervista, il sindaco aveva affermato che l’ immobile in questione era stato destinatario negli anni di tre ordinanze e aveva attribuito la situazione a decenni di incuria. Per quanto riguarda la viabilità, il Comune aveva disposto la chiusura della strada come misura di sicurezza.
Per mesi via Carlo Alberto, una delle principali arterie per entrare e uscire da Torretta, è rimasta transennata per motivi di sicurezza. La strada è inoltre il principale collegamento tra il centro abitato e il cimitero comunale ed è quindi utilizzata dai cortei funebri. In occasione dei funerali, le transenne venivano semplicemente spostate per consentire il passaggio del corteo sotto l'edificio ancora pericolante. Da diversi mesi, invece, via Carlo Alberto è nuovamente percorribile regolarmente, nonostante la presenza dell'edificio crollato e delle relative macerie. Una situazione che pone una domanda: se le condizioni dell'area non sono cambiate, per quale motivo la strada oggi non è più considerata un pericolo?
Sentita recentemente da Compaesano, l'amministrazione comunale ha riferito che agli attuali proprietari sarebbe stato notificato l'obbligo di provvedere alla rimozione dei detriti e ribadito che la responsabilità spetta ai privati. Nonostante la notifica, la rimozione non è ancora avvenuta.
Un sopralluogo di Compaesano ha permesso di verificare direttamente le condizioni dell’area. Il cumulo di macerie ostacola il passaggio lungo quel tratto di via Giulio Cesare, rendendo difficoltosa se non impraticabile la viabilità pedonale. La parete che affaccia su via Carlo Alberto, rimasta in piedi nonostante il crollo, non risulta messa in sicurezza. Tra i detriti sono presenti anche materiali ferrosi e, al momento del sopralluogo, l’area non risultava delimitata da recinzioni o transenne. Una situazione che assume particolare rilievo anche per la presenza, nella zona, di diversi bambini che giocano abitualmente per strada.
Il protrarsi della situazione ha alimentato la protesta di alcuni residenti, che lamentano il permanere dei detriti, il degrado dell'area e i disagi legati alla viabilità. Uno di loro ha scritto:
“9 mesi di tempi burocratici infiniti. 9 mesi di "stiamo provvedendo". 9 mesi di silenzio assordante. 9 mesi di "abbiamo la soluzione", ma solo a parole. 9 mesi di abbandono TOTALE e di degrado quotidiano. 5 mesi da un'ordinanza "urgente e contingibile" prima annullata e poi rettificata. Oggi entriamo nel nono mese di pazienza finita. Viviamo in condizioni inaccettabili mentre chi di dovere continua a ignorare la situazione. Perché non si riesce a risolvere nulla?”

