Carini, la nuova amministrazione toglie la bandiera della Palestina dal Comune
Sabato 22 agosto 2026
Cambia la linea del Comune di Carini sui simboli esposti negli edifici istituzionali. La nuova amministrazione di centrodestra guidata dalla sindaca Rossella Covello, eletta lo scorso maggio, ha avviato la rimozione della bandiera della Palestina dalla facciata del palazzo comunale, dove era esposta da quasi un anno per volontà della precedente amministrazione di centrosinistra guidata da Giovì Monteleone. Al suo posto, il Consiglio comunale ha approvato una mozione che prevede l'esposizione della bandiera della pace sulla rotatoria intitolata a Padre Pino Puglisi, all'ingresso della città.
La proposta porta la firma del consigliere Luca Tantino, insieme ai colleghi di maggioranza Claudio Armetta e Giuseppe Cilluffo. Le motivazioni indicate sono duplici: da un lato il richiamo alle norme che regolano l'esposizione dei vessilli sugli edifici pubblici istituzionali, che riserverebbero lo spazio alle sole bandiere pubbliche istituzionali, escludendo vessilli di Stati esteri al di fuori di occasioni cerimoniali specifiche; dall'altro una lettura politica della posizione della Palestina, che non è uno Stato membro a pieno titolo delle Nazioni Unite ma ha lo status di Stato osservatore non membro.
Il cambio di rotta segna una discontinuità netta rispetto alla linea tenuta dall'amministrazione Monteleone, che nell'agosto dello scorso anno aveva scelto di issare la bandiera palestinese come gesto di vicinanza al popolo di Gaza, in un clima segnato dalle notizie sul conflitto in Medio Oriente, dopo che il consiglio comunale aveva votato all’unanimità una mozione presentata dai consiglieri Andrea Sgroi, Roberta Bellia, Fosca Giambanco e Salvatore Amato.
Con l'insediamento della giunta Covello, sostenuta da una coalizione che comprende Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega e liste civiche, quella scelta simbolica viene ora rimossa: al suo posto un vessillo definito dai promotori "universale", che punta a rappresentare un messaggio di pace non schierato e considerato neutrale.
La vicenda ha già acceso le polemiche a Carini. È possibile visionare la seduta del consiglio comunale del 19 agosto sulla pagina Facebook del Comune.
Le reazioni politiche
Qui trovate le dichiarazioni pubbliche dei consiglieri Tantino, Armetta, Montaleone e Guerriero:
Luca Tantino
“Il consiglio comunale di Carini ha approvato ieri una decisione importante: all'ingresso della nostra città, sulla rotatoria intitolata a Padre Pino Puglisi, verrà esposta la bandiera della pace, a seguito della mozione presentata unitamente da me e dai colleghi Armetta e Cilluffo. È un gesto certamente simbolico, ma dal profondo valore concettuale e civile: sotto il vessillo multicolore della pace ci riconosciamo davvero tutti, senza distinzioni di parte. In un momento storico complesso e segnato da drammatiche tensioni internazionali, la nostra comunità sceglie di lanciare un messaggio chiaro, positivo e di speranza, auspicando la cessazione di ogni forma di conflitto nel mondo. La bandiera della pace all'ingresso del paese andrà a sostituire la bandiera della Palestina esposta da quasi un anno sulla facciata del palazzo comunale. Questa scelta nasce dalla volontà di attenersi con rigore e rispetto alle norme che regolano l'esposizione dei vessilli sulle sedi e nei luoghi istituzionali, evitando simboli legati a specifiche entità o soggetti geopolitici la cui rappresentatività è complessa o controversa sul piano internazionale — ricordando che la Palestina non è riconosciuta come Stato membro a pieno titolo dall'ONU né dalla Repubblica Italiana, se non con lo status di Stato osservatore non membro. Scegliere la bandiera della pace significa riaffermare con forza e serenità i valori fondamentali su cui si fonda la nostra società: la laicità delle istituzioni, la democrazia e la tutela dei diritti umani e individuali. Valori che difendiamo con orgoglio quotidiano, in aperto e doveroso contrasto con ogni regime teocratico o autoritario che ancora oggi, in quei territori calpesta i diritti elementari, comprimendo la libertà delle persone e discriminando, ad esempio, le donne... considerate come proprietà degli uomini. Vogliamo che chiunque entri a Carini si senta accolto da un simbolo universale di dialogo, rispetto reciproco, libertà e convivenza civile. Un piccolo segno di civiltà per guardare insieme a un futuro senza guerre”.
Claudio Armetta
“Il Consiglio comunale di Carini sceglie la pace universale: rispetto delle regole e nessuna strumentalizzazione dei conflitti Il Consiglio comunale di Carini, attraverso la votazione della mozione, ha scelto di affrontare la questione dell’esposizione della bandiera della Palestina accanto alle bandiere istituzionali riaffermando un principio di rispetto delle regole e di neutralità dell’istituzione comunale, La mozione prevede la rimozione della bandiera della Palestina dagli spazi in cui è esposta accanto alle bandiere istituzionali e propone, quale alternativa, l’esposizione della bandiera della Pace all’ingresso della città di Carini, presso la Rotonda Puglisi. Si tratta di una scelta assunta dal Consiglio comunale, nella sua autonomia e nella sua funzione di rappresentanza della comunità cittadina, che non nasce da alcuna contrapposizione nei confronti del popolo palestinese e non intende in alcun modo ignorare le sofferenze della popolazione civile coinvolta nel conflitto. Al contrario, il significato della decisione è quello di affermare un principio più ampio: la pace deve riguardare tutti i popoli e tutti i conflitti, senza distinzioni, senza gerarchie e senza caratterizzazioni ideologiche. La scelta della bandiera della Pace alla Rotonda Puglisi assume proprio per questo un valore simbolico particolare. L’ingresso della città diventa il luogo nel quale Carini può esprimere un messaggio rivolto a tutti, senza identificarsi con una singola parte o con un singolo conflitto. Dall’Ucraina al Medio Oriente, dall’Africa alle tante guerre che continuano a provocare vittime e sofferenze nel mondo, ogni popolo e ogni vittima hanno la stessa dignità e lo stesso diritto alla pace. Il Consiglio comunale ha inteso, inoltre, richiamare il necessario rispetto della normativa vigente e delle disposizioni che regolano l’esposizione delle bandiere presso le istituzioni pubbliche, con particolare riferimento al D.P.R. 7 aprile 2000, n. 121, che disciplina l’uso delle bandiere della Repubblica Italiana, dell’Unione Europea e degli enti territoriali. La questione, dunque, non viene posta sul piano dell’appartenenza politica o ideologica, ma su quello della correttezza istituzionale e del rispetto delle regole. La bandiera della Pace non sostituisce un popolo con un altro e non mette un conflitto davanti a un altro. Li ricomprende tutti, proprio perché il suo messaggio è universale. Il Consiglio comunale di Carini vuole così ribadire che l’istituzione pubblica deve essere luogo di unità e non di contrapposizione, e che davanti alle tragedie provocate dalle guerre non possono esistere vittime di serie A e vittime di serie B. Non si tratta di scegliere quale popolo sostenere, ma di affermare che tutti i popoli hanno diritto alla pace. Non si tratta di dimenticare la Palestina, ma di non dimenticare nessuno. Non si tratta di una scelta ideologica, ma di una scelta istituzionale fondata sul rispetto delle norme e sulla volontà di rappresentare l’intera comunità cittadina. La Rotonda Puglisi, all’ingresso di Carini, potrà così diventare il luogo di un messaggio semplice e universale: Carini è per la pace. Carini è contro ogni guerra. Carini non dimentica nessun popolo. Perché la pace non può avere una nazionalità, non può essere selettiva e non può assumere un’importanza diversa a seconda di chi soffre. La pace, se vuole essere davvero pace, deve essere universale”.
Giovì Monteleone
“Cari concittadini, durante l'ultimo Consiglio Comunale ho voluto ribadire con forza le ragioni che ci spingono, come comunità, a non abbassare la guardia di fronte alle grandi tragedie del nostro tempo. Le istituzioni hanno il dovere morale di dare voce ai sentimenti e alla sensibilità dei cittadini, anche quando si parla di temi complessi e dolorosi a livello internazionale, come la crisi in Medio Oriente. Esporre un simbolo di pace e di vicinanza a un popolo che soffre non è un atto divisivo, ma un chiaro messaggio di umanità che rifiuta l'indifferenza. Da consigliere comunale continuerò a portare avanti i valori della solidarietà, della giustizia e dell'impegno civile”.
Marco Guerriero
“Ieri sera, il Consiglio Comunale di Carini ha portato indietro le lancette della Storia. Così la destra, ha deciso di togliere la bandiera della Palestina dalla facciata del Comune, nascondendosi dietro la bandiera della Pace, la cui affissione è stata accolta con favore da tutta l’opposizione presente in aula. Cosa diversa, è negare solidarietà al popolo palestinese, al punto da dichiarasi “filo israeliani”, come è stato fatto ieri sera dalla destra locale. Il cambiamento è iniziato con un passo indietro, sociale, culturale, e sopratutto politico. A breve riuniremo l’assemblea del Partito Democratico di Carini , e sarà aperta a tutti coloro che non si riconoscono in questo modo divisivo di intendere la casa comunale”.

