Cinisi, raccolta firme di Controcorrente con l’on. La Vardera: "L’acqua è un diritto"
Sabato scorso il gruppo Controcorrente ha organizzato a Cinisi un banchetto per la raccolta firme sul tema dell’acqua pubblica. L’On. Ismaele La Vardera ha spiegato a Compaesano le ragioni dell’iniziativa.
Intervista di Vanessa Leone
27 luglio 2026
Banchetto e confronto in piazzetta Pietro Venuti a Cinisi lo scorso sabato 25 luglio, organizzato dal Faro territoriale di Controcorrente. Al centro della mobilitazione la raccolta firme promossa dall’on. IsmaeleLa Vardera per chiedere la gestione pubblica dell’acqua in Sicilia e la rescissione del contratto con Siciliacque.
Una pomeriggio di piazza per portare dal basso la voce dei cittadini. E i numeri danno ragione all’iniziativa: “Parliamo di 10 mila firme in tre settimane in tutta la Sicilia. A luglio, gente che scende da casa e firma, è una bella soddisfazione!”.
"Il diritto all'acqua" dice l'onorevole a Compaesano "non può passare da interessi privati"
“Abbiamo chiamato a raccolta il movimento regionale perché riteniamo che il diritto sacrosanto all'acqua non possa passare da interessi privati di una società quale Siciliacque che, pur avendo una partecipazione pubblica, ha al proprio interno anche dei fondi di investimento internazionale”.
Il riferimento è alla gestione affidata nel 2004 da Cuffaro a Siciliacque. Una scelta che secondo il deputato oggi non ha più senso:
“Noi abbiamo un'idea banale, che dovrebbe essere basilare ma purtroppo di fatto non lo è: la gestione dell'acqua riteniamo che sia inopportuna e non in accordo con quello che sta succedendo in Sicilia, dove il sistema fa appunto "acqua" da tutte le parti. Ci sono interi comuni che non hanno acqua corrente, e spesso è acqua che viene pagata 10 volte rispetto a quello che è il percorso da fare per averla”.
La proposta è chiara e passa da un articolo della convenzione del 2004:
“Nella convenzione stipulata nel 2004 c'è un articolo mai applicato, l'articolo 30, che dice che il presidente della regione ha facoltà, in qualsiasi momento di rescindere quel contratto qualora ci fossero delle gravi inadempienze nel sistema idrico. Ce ne sono e ce ne saranno centinaia e migliaia, di inadempienze, ma gli interessi economici che ruotano attorno all'acqua hanno proibito in questi anni di affrontare il problema in modo frontale”.
La petizione popolare è quindi “la risposta dal basso della cittadinanza” per dare un segnale forte alla Regione.
Alla domanda su chi siano i responsabili delle carenze idriche, La Vardera risponde che in Sicilia la gestione “è a macchie”:
“A seconda della zona. Palermo e provincia è con Amap, ad esempio: turnazioni continue e zone non coperte”.
La soluzione indicata è la gestione in house direttamente ai comuni. Come esempio cita “Barcellona Pozzo di Gotto, Marsala, che gestiscono l'acqua in maniera autonoma con fondi comunali. Ci sono pozzi che spesso non vengono messi in funzione. Ci sono forme alternative di gestione ma sembra quasi che non si vogliano applicare perché c'è sempre questo interesse di blocchi di potere economici molto più importanti che impediscono di poterlo fare…”
La raccolta firme di Cinisi si inserisce così in una mobilitazione regionale che punta a sottrarre l’acqua dalla logica dei profitti per restituirla ai cittadini.

