Incendio a Torretta: cronaca di una giornata di fuoco


Le fiamme hanno minacciato abitazioni, distrutto ettari di vegetazione e mobilitato per ore soccorritori e cittadini. Il racconto della lunga giornata che ha tenuto Torretta con il fiato sospeso.


Testo e foto di Francesco Cipriano

27 luglio 2026


Ieri Torretta avrebbe dovuto celebrare il suo santo patrono, San Calogero, al termine di una settimana di appuntamenti religiosi e civili. Il programma prevedeva la Santa Messa, la tradizionale processione per le vie del paese e lo spettacolo dei fuochi d'artificio. I fuochi, però, sono stati soltanto quelli dell'incendio che, nel corso della giornata, ha investito il territorio comunale arrivando a ridosso delle abitazioni e costringendo il comitato organizzatore ad annullare tutti i festeggiamenti. La comunità, tuttavia, non ha rinunciato alla preghiera.

L'emergenza è iniziata intorno alle 13, quando un incendio si è sviluppato nella zona montana sopra via Mattarella, l'arteria che sovrasta il centro abitato e che, attraverso un tratto sterrato, conduce verso la zona del Cozzo.

Secondo alcune testimonianze raccolte sul posto, le fiamme sarebbero divampate contemporaneamente in tre punti distinti. Un elemento che, qualora confermato dagli accertamenti delle autorità competenti, potrebbe far propendere per un'origine dolosa del rogo.

Già all'ora di pranzo dalla piazza principale del paese era visibile una densa colonna di fumo giallastro che copriva il cielo sopra la montagna. Nel giro di poco tempo le fiamme hanno raggiunto aree molto vicine alle abitazioni, interessando diversi punti del territorio: dalla zona del palazzo Parlanti in via Dante all'ex scuola media con le adiacenti case popolari, dalla zona ‘Ncapu u Cumuni fino al centro sportivo della famiglia Croce e alle abitazioni della contrada Cozzo.

In via Dante il clima era quello della paura e della rabbia. Molti residenti osservavano l'avanzare del fronte di fuoco cercando di capire se fosse necessario lasciare le proprie abitazioni. Altri hanno scelto di intervenire direttamente, utilizzando acqua, pale e qualsiasi mezzo disponibile per proteggere case, terreni e uliveti, in attesa dell'arrivo dei soccorsi. Un contributo spontaneo che, in diversi punti, si è rivelato determinante nel contenere l'avanzata delle fiamme.

Tra chi combatteva l'incendio c'era anche un uomo ormai anziano, che osservava il proprio terreno devastato dal fuoco. «Tutta una vita di sacrifici andata in fumo. Ho lavorato per lasciare un pezzo di terra a mia figlia, adesso è tutto bruciato» racconta a Compaesano. Poco dopo, indicando gli alberi ormai anneriti, aggiungeva: «Questi sono alberi piantati dai nonni dei nostri nonni.»

Parole che restituiscono il valore economico, affettivo e storico di un patrimonio agricolo costruito nel corso di generazioni.

Accanto allo sconforto emergeva anche la rabbia. Diversi cittadini invocavano pene severe per gli eventuali responsabili dell'incendio, ma puntavano il dito anche contro quei proprietari che non avrebbero provveduto alla pulizia dei terreni entro i termini fissati dall'ordinanza comunale antincendio, evidenziando come la vegetazione incolta abbia favorito la propagazione del fuoco.

Quando il pick-up della Protezione Civile ha raggiunto alcune delle aree più esposte, in diversi punti i residenti erano già riusciti a limitare i danni, lavorando fianco a fianco in attesa dei soccorsi.

Particolarmente critica è stata anche la situazione nell'area del calcetto, del supermercato e della casa vacanze della famiglia Croce, dove le fiamme sono arrivate a poca distanza dagli edifici. Anche in questo caso il tempestivo intervento dei cittadini e successivamente dei soccorsi ha impedito che l'incendio raggiungesse le strutture. Tra coloro che hanno prestato aiuto vi erano anche forestali in pensione e un militare dell'Esercito libero dal servizio.

Il fronte più delicato è rimasto quello del Cozzo, caratterizzato dalla presenza di numerose abitazioni immerse in una vegetazione ormai secca a causa delle elevate temperature estive. Durante le operazioni di spegnimento un vigile del fuoco, appena rientrato da un precedente turno di servizio, è stato colto da malore per lo sforzo e il caldo. Sul posto è intervenuta un'ambulanza, ma, dopo le prime cure, il pompiere è rimasto nell'area operativa continuando a collaborare con i colleghi fino a tarda serata.

Per consentire ai mezzi di raggiungere alcuni punti interessati dal rogo, i Vigili del Fuoco hanno dovuto forzare un cancello rompendo il lucchetto, così da creare un accesso ai terreni minacciati dalle fiamme.

Nel primo pomeriggio sono entrati in azione due Canadair, che hanno effettuato numerosi lanci d'acqua sulla montagna. Quando la situazione sembrava avviarsi verso un progressivo miglioramento, durante la temporanea assenza dei velivoli – presumibilmente impegnati nelle operazioni di rifornimento – alcuni fronti si sono riattivati, alimentati dalle alte temperature e dal vento. Dopo le 18 i due Canadair sono tornati nuovamente in azione.

Nel frattempo il sindaco Scalici e il vicesindaco Caruso hanno seguito costantemente l'evolversi dell'emergenza, spostandosi con i propri mezzi tra i diversi punti del territorio e mantenendo continui contatti telefonici con le squadre impegnate nello spegnimento, mentre la Presidente del C.C. Di Maggio ha allertato i soccorsi monitorando da vicino la situazione.

Sul versante di via Mattarella, nella zona che dalla “Stradella” si estende fino a sovrastare lo “Stradone”, il fuoco ha continuato a propagarsi per diverse ore distruggendo ettari di vegetazione. Pur in assenza di abitazioni, sono stati danneggiati numerosi terreni agricoli e, secondo le prime informazioni raccolte, vi sarebbero anche animali morti.

La conformazione del territorio ha reso particolarmente complesse le operazioni di spegnimento. Gran parte dell'incendio si è sviluppato infatti in aree impervie, difficilmente raggiungibili dai mezzi terrestri, rendendo determinante il lavoro della flotta aerea.

Tra le 19 e le 20 ai due Canadair si è aggiunto anche un elicottero antincendio, che ha contribuito alle ultime operazioni di contenimento. Intorno alle 20 Vigili del Fuoco e Corpo Forestale hanno comunicato al Sindaco che il rogo poteva considerarsi sotto controllo. Poco dopo, alcune leggere gocce di pioggia hanno contribuito ad abbassare la temperatura del terreno.

L'emergenza, tuttavia, non si è conclusa con il calare della sera. Dopo cena un intenso vento di scirocco, durato circa venti minuti, ha riattivato diversi focolai già spenti. Dalle abitazioni era possibile distinguere numerosi punti luminosi lungo il costone della montagna. «La montagna sembrava un albero di Natale con le luci», racconta una residente. Le nuove segnalazioni hanno fatto intervenire nuovamente Vigili del Fuoco e Corpo Forestale. Fortunatamente la ripresa delle fiamme è rimasta circoscritta ad aree già percorse dal fuoco e, nel corso della serata, la situazione è tornata sotto controllo.

Il bilancio definitivo dei danni è ancora in fase di accertamento. Una giornata che la comunità di Torretta difficilmente dimenticherà: quella in cui il paese, nel giorno dedicato al suo patrono, ha sostituito la festa con una lunga mobilitazione collettiva per difendere case, campagne e il proprio territorio.

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