“Il potere inebria”: intervista all’ex vicesindaco di Cinisi Salvatore Anania


A pochi giorni dalla fine della sua esperienza amministrativa, l’ex vicesindaco di Cinisi Salvatore Anania rompe il silenzio e affida a questa intervista in esclusiva a Compaesano un duro atto d’accusa contro l’attuale amministrazione guidata da Vera Abbate. La revoca improvvisa diventa il punto di partenza per togliersi più di qualche “sassolino dalla scarpa” e restituire la sua versione dei fatti.

Nel colloquio con Compaesano, Anania denuncia la presenza di un vero e proprio “assessore ombra” riferendosi al consulente legale, parla di una gestione trasformata in “oligarchia”, definisce “mobbing” il rapporto con i dipendenti comunali, giudica “politicamente scorretto” il comportamento della Sindaca e della neo vicesindaca Pina Galati. Nell’intervista Anania affronta anche temi come le strisce blu, le criticità legate all’acqua e l’Opera Pia.

Non manca una riflessione più ampia sulla politica, che Anania contrappone a quella che definisce una deriva fatta di immagine e protagonismo. A sintetizzare il senso del suo intervento è una citazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “il potere inebria”, una frase che l’ex vicesindaco richiama per leggere anche la realtà locale.

Un’intervista dai toni netti e senza sconti, che riapre il dibattito politico a Cinisi e solleva interrogativi destinati a far discutere dentro e fuori il palazzo comunale.


Intervista di Vanessa Leone

23 aprile 2026


Sapeva dell’avvicendamento? Se lo aspettava?

“Onestamente no. La mattina dell'8 Aprile alle 11.30 circa, il Sindaco, insieme al suo consulente legale, mi ha chiesto di dimettermi. Io ho detto che non ne vedevo il motivo. Alle 18,30 dello stesso giorno mi arriva la notifica di revoca da parte del Sindaco. Sono convinto che la revoca sia dovuta a una diversità di vedute della politica. Forse sono all’antica, ma per me la politica è dialogo, ascolto e confronto. Quella di oggi è una politica fatta di immagine e protagonismo. Pensavo che con il mandato di Vera Abbate le cose potessero cambiare in meglio, visto che da 30 anni è impiegata comunale, e da più di 10 fa politica e ha una certa esperienza amministrativa. All’inizio del suo mandato ha nominato tre consulenti, di cui due si sono defilati perché hanno capito l’andazzo, e ne è rimasto uno che, da consulente per gli affari legali è diventato consulente degli affari generali che ha dato e continua a dare direttive agli uffici”

Si riferisce all’avvocato Salvatore Orlando?

“Sì. Quando il sindaco si è insediato e ha dato le deleghe agli assessori, ho chiesto come mai quella del personale e del contenzioso non fossero state affidate a nessuno, lei mi ha risposto che ci avrebbe pensato il segretario comunale. Partiamo dal fatto che io non ero d’accordo a un segretario part time, da condividere con altri due paesi… Ma è una scelta del sindaco e la rispetto, anche perché il dott. Ricupati è una persona preparata. Si capisce però che lavorare 12 ore - che adesso sono 18 perché ha lasciato il comune di Trappeto - anziché 36 non è la stessa cosa. La notizia quindi mi ha dato da pensare ma, con la mia revoca, la delega bilancio e tributi se lo sta tenendo il sindaco. Almeno ufficialmente! Perché di fatto poi questa e tutte le altre deleghe del sindaco le svolgono il segretario comunale con il consulente per gli affari generali”.

Se parla sempre dell’avvocato Orlando dobbiamo chiamarlo consulente legale…

“Sì, ma quando lei lo ha nominato consulente, pensavo fosse consulente del sindaco. Ma se di fatto partecipa a riunioni di maggioranza, riunioni con i vari assessorati e riunioni alle assemblee dei dipendenti, io comincio a dubitare del fatto che lui sia un consulente, penso piuttosto a un assessore ombra. Non può essere ufficialmente nominato perché c’è l’incompatibilità con la moglie che è presidente del consiglio. Ora tutto questo mi fa pensare a una dichiarazione del nostro presidente Sergio Mattarella, che mi onoro di aver conosciuto, che dice il potere inebria! E ha perfettamente ragione! Inebria coloro che non hanno capacità: abbiamo esempi a livello mondiale, nazionale…

Vuole dire che ne abbiamo anche a livello locale?

“Li abbiamo a tutti i livelli, anche locale! Questa amministrazione è nata con un impegno: trasparenza e legalità. Quindi io non comprendo perché, ad esempio, se un cittadino chiede un accesso agli atti, si faccia sempre diniego! Il cittadino poi si rivolge al TAR e vince. E noi paghiamo! Da assessore ho cercato sempre di andare incontro ai cittadini e ai loro diritti, perché non diventino sudditi vessati. Questi piccoli scontri che abbiamo avuto, come quello sulle strisce blu, il lido Magaggiari…”

Si spieghi meglio sulle strisce blu: lei l’ha approvata quella delibera.

“Sì, l’ho approvata: ma era a titolo sperimentale fino al 31/12/2025. Infatti, abitando nella zona 1 ho avuto il tagliandino come residente, e ho notato che scadeva a luglio 2026. Ho chiesto spiegazioni: come mai fino a luglio del prossimo anno se il servizio termina a dicembre?! Non ho avuto risposta. Con la nuova concessione, che passerà in consiglio comunale, chi si aggiudicherà la gara riconoscerà questo periodo?! Spero che se la aggiudichino quelli che l'hanno gestita fino a dicembre così da non creare problemi alla cittadinanza. Aggiungo che i cittadini le strisce blu non le vogliono! ”

Perché ad alcune riunioni di giunta si assentava?

“Qualcuno mi ha accusato per questo, come il gruppo Controcorrente. E rispondo che, se io faccio parte di una maggioranza, mi adeguo fino a quando le cose sono legali, quando non devo pagare di persona. Esiste anche la Corte dei Conti, e qualcuno lo ha dimenticato!”

Questo non essere in linea su più fronti, non era un buon motivo per dimettersi?

“Io faccio parte di un gruppo, e se mi fosse stato chiesto con garbo di dimettermi, lo avrei fatto. Andava chiamato il capogruppo, Giuseppe Manzella, che lo avrebbe detto a me, e io mi sarei dimesso in favore della dottoressa Galati a cui io personalmente ho cercato i voti insieme a Manzella!”

Quindi lei non sapeva chi l’avrebbe sostituita, né la Galati, che fa parte del suo gruppo, glielo ha detto…

“Da parte di Pina e del sindaco è stato politicamente scorretto, ma in generale non lo sapeva nessuno! Da un mandato elettorale che doveva essere trasparente e collettivo, è diventata una oligarchia. Non monarchia, oligarchia! I miei amici ci sono rimasti male, perché io avrei voluto candidarmi al consiglio comunale e mi è stato chiesto di non farlo per dare spazio ad alcuni giovani, tra cui la Galati. Ma sono orgoglioso di ciò che ho fatto in questi mesi: avevo un ottimo rapporto con i dipendenti che, purtroppo, lavorano in un clima di tensione e odio. Sono pronto a testimoniarlo davanti a qualsiasi tribunale. In politica quello che conta è la dignità e il rispetto per le persone e le istituzioni, cosa che questo sindaco non ha avuto. Ne abbiamo esempi lampanti!”

Cioè?

“Istituzioni religiose e militari: padre arciprete e comandante!”

Torniamo ai dipendenti…

“Non si possono fare decine e decine di atti d’indirizzo a capisettore e dipendenti con messaggini a tutte le ore. Questo è mobbing! I dipendenti, si capisce, hanno bisogno dello stipendio e hanno paura di ritorsioni come provvedimenti disciplinari, cambi di posti… Sono spiazzati!”

Quali altre azioni amministrative non ha condiviso?

“La nomina del nuovo comandante: persona dal curriculum eccezionale, sia chiaro. Ma non era meglio col 110 pagare 40 mila euro un tecnico per l’ufficio idrico che è carente di personale, anche alla luce del pensionamento dell’Ing. Zerillo?! Con i continui atti di indirizzo del sindaco, gli uffici non hanno il tempo materiale per fare tutte le cose richieste, e questo si è visto nel piano triennale delle opere pubbliche. Poi non ho condiviso sin dal primo momento l’app del comune…”

Per quale motivo? Non è uno strumento utile per andare incontro alle esigenze dei cittadini?

“Non è proprio così: serve ad aumentare il consenso elettorale. Quando il sindaco risolve il problema, poi chiama il cittadino per dirgli che gli ha risolto il problema. E non è così che si fa politica!”

E come si fa politica?

“Chi va ad amministrare deve mettersi al servizio dei cittadini, e per me i cittadini sono tutti ugual! Come ha giustamente detto la consigliera Salvina Di Maggio allo scorso consiglio comunale, questa amministrazione ha avuto il 37% dei consensi! E oggi questa percentuale è scesa al 20”

Perché?

“Perché bisogna togliere i voti di area Manzella e quelli di Leo Biundo. Non ce lo dimentichiamo che era Leo il candidato a sindaco! Deve ricordarsi, questo sindaco, la riconoscenza! Le corse per chiudere la lista grazie al mio intervento l’ultimo giorno, le ha dimenticate? Lei queste cose se le dimentica, perché pensa di essere onnipotente, ma non è così! In politica l’arroganza non paga, ci vuole umiltà! Io sto in mezzo alla gente, mentre il sindaco sta al comune, chiusa nella sua stanza da cui organizza altre cose!”

Pocanzi citava Salvina Di Maggio. Visto che tra le sue deleghe c’era anche rapporti con il consiglio, cosa ne pensa del suo ultimo comunicato in cui parla di “metodi di stampo mafioso” in consiglio comunale?

“Io ho sempre trattato tutti allo stesso modo, perché i consiglieri sono organi istituzionali che vanno sempre rispettati perché rappresentano il popolo. L’altra sera in consiglio ho usato il termine frizzante per definire questo consiglio, per non dire altre cose. Infatti ultimamente non mi sono più presentato perché mi sono schifiato degli scontri continui. Il presidente del consiglio dovrebbe ricordarsi che il sindaco è ospite in consiglio comunale, e deve parlare solo se richiesto dai consiglieri, non fare mezzi comizi perché l’ultima parola deve essere sempre la sua”.

Quindi quello che dice la Di Maggio corrisponde a verità?

“Il termine è un po’ forte, ma è vero che i consiglieri di opposizione vengono prevaricati. Capisco che spesso si trascende negli interventi, ma se si viene interrotti di continuo è normale che poi si arriva dove si arriva”

E adesso che farà? Possiamo considerarla fuori dalla politica cinisense?

“Per niente! Continuerò ad ascoltare la gente e ad aiutare i cittadini per senso civico, non per consenso elettorale. Non ho alcuna intenzione di candidarmi dopo più di trent’anni di politica. Dal ’93 sono in politica…E nel '95 sono stato vicesindaco nella giunta Gaglio.”

Che era un sindaco diverso dall’attuale?

“Era una bravissima persona e un sindaco che insegnava! Io ero alle prime armi e con lui ho imparato tanto. Ci vuole fare esperienza e qualcuno che ti insegni come farla. Se l’insegnante di adesso è di questo tipo, non credo che si possano fare esperienze positive”

In campagna elettorale era stata fatta da Vera Abbate una promessa agli elettori: fino a quando non si sarebbe risolto il problema dell’acqua, sindaco e giunta non avrebbero percepito l’indennità. Dove sono finite queste somme?

“Questa cosa è stata detta ad un comizio a cui io non ho presenziato, e mi è stata poi comunicata. Ho accettato senza problemi. Una volta eletti e nominati, abbiamo rinunciato all’indennità da luglio a ottobre 2024, quindi per 4 mesi. I soldi sono stati versati in un conto la cui carta viene gestita dal sindaco con l’obbiettivo di realizzare qualcosa che resti al paese. Non avevamo pattuito cosa, e tutt’ora non è stato deciso. Nel tempo sono stati fatti dei prelievi per eventi legati a feste scolastiche ed eventi culturali, ma ci sono ancora somme a disposizione”

Ma il problema dell’acqua è stato risolto?!

“Non si può risolvere. Quando ero consigliere nella vecchia legislatura, mi sono opposto al passaggio dell’acqua di Cinisi all’AMAP. Il sindaco Abbate lunedì sera ha dovuto riconoscere il mio impegno in questo campo, cosa che fino ad ora non aveva fatto perché lei sa riconoscere solo i propri meriti. Ma non poteva farne a meno visto che mi sono attivato affinché il comune di Cinisi avesse la concessione per l'attingimento dell'acqua dal pozzo di via Alcide De Gasperi. Ma il problema dell’acqua non è solo di Cinisi, si va verso la desertificazione globale. Vero è che ha piovuto tanto, ma in estate, quando non arriverà più l’acqua di Sansotta ci saranno di nuovo problemi”

Ci eravamo lasciati, nell’ultima intervista, sull’acquisto dell’Opera Pia…

“L’acquisto è rimasto in sospeso, perché il commissario non è più in carica e si aspetta la nomina di quello nuovo. Noi abbiamo messo in bilancio un milione e mezzo per comperarla, ma fino a quando il Presidente della Regione terrà per sé la delega dell’assessorato alla famiglia, io credo che non accadrà nulla per il comune di Cinisi”.

Di tutta questa vicenda politica, cosa le è pesato maggiormente?

"Il silenzio della maggioranza: fatto salvo per Mimmo Scrivano che mi ha fatto una chiamata, gli altri non hanno fatto nemmeno un cenno alla mia revoca. Sono stato contattato da tantissimi cittadini, perfino dai consiglieri di opposizione. Ma non dalla maggioranza in consiglio"


Compaesano darà spazio alle eventuali repliche di coloro che sono stati citati nell’intervista.



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